il sito di Marco Pietro Boglione

"...fortificazioni d’acciaio costruite a 2500 metri di altezza che potrebbero resistere a eserciti di milioni di soldati. Se il nemico riuscisse a rompere la cintura difensiva, per sfondare le posizioni costruite tra le rocce ci vorrebbero decine di anni..."

Italia Murata

18 Febbraio 2012

 

il nuovo saggio storico edito da Blu Edizioni. In libreria Aprile 2012.

«L'epoca delle nazioni murate»: così Mussolini definì il periodo prebellico, in cui gli
Stati europei si affannavano a fortificare i propri confini, tentando di renderli invalicabili
agli eserciti nemici. L'Italia non fece eccezione, e già a partire dagli anni Trenta
si occupò di tutelare le proprie frontiere, interamente montuose. «Gettare montagne
di cemento su montagne di pietra» fu la soluzione di Mussolini, che diede l'impulso
alle opere del Vallo Alpino lungo l'intero arco di confine. Non solo, però: c'erano
anche le coste da proteggere, le isole da difendere, i deserti libici da sorvegliare…
A guerra iniziata, poi, intervennero i tedeschi, che nella progressiva ritirata dalla
Sicilia alle Alpi eressero più di 50 linee fortificate, con le quali rallentarono notevolmente
l'avanzata degli Alleati, costringendoli a fermarsi un intero inverno sulla celebre
Linea Gotica, ai piedi degli Appennini.
Scavando tra i documenti degli archivi militari, i giornali dell'epoca e i diari di personaggi
noti e meno noti, il saggio delinea un'inedita storia della «difesa dei
confini», mostrando come le scelte politiche si siano ripercosse su quelle strategiche,
illustrando punti deboli e forti dei sistemi approntati, raccontando battaglie ed
episodi del conflitto. La narrazione si snoda dai grandiosi (e spesso irrealizzati) progetti
fascisti per «murare» la penisola fino agli ultimi baluardi opposti ai partigiani e
alle truppe angloamericane, sfruttando testimonianze e memorie private per arricchire
la ricostruzione storica e accompagnandoci a esplorare i molti, inaspettati resti
di bunker e fortificazioni disseminati per l'Italia.

Italia Murata. Presentazione

18 Febbraio 2012

 

“Pel Vallo Alpino nostrano non si spenderanno molte parole. Nato per dimostrazione propagandistica e vuoto di ogni intenzione militare non interessava  allora così come oggi non interessa nessuno”. Cosi scriveva, nel 1964, Antonio Cassi Ramelli, ordinario di Architettura presso la facoltà del Politecnico di Milano e autore di un saggio, Dalle Caverne ai rifugi Blindati, reputato assolutamente fondamentale dagli studiosi di fortificazioni. Si sbagliava il professore. Con il passare degli anni l’interesse per il Vallo Alpino e le fortificazioni italiane della seconda guerra mondiale è cresciuto enormemente e ad oggi moltissimi sono i lettori interessati ad approfondire l’argomento. E indagando negli archivi militare si scopre un inaspettato numero di linee fortificate italiane create durante il conflitto:  Vallo Alpino, Linea Non mi fido,Vallo Adriatico, Linea Gustav, Linea Barbara, Linea Cesar, Linea Hitler, i bunker a difesa della Sicilia e della Sardegna, i bunker stile Atlantik Wall a difesa dei porti Liguri. Molte di queste linee sono assolutamente sconosciute ai più, e non solo: pochi sanno, ad esempio, che l’isola del’Elba venne fortificata tra il 1938 e il 1942 con 25 batterie di cannoni antisbarco. E che a Mesola ci sono 25 bunker tedeschi di grandi dimensioni nascosti dentro una pineta...

Il Vallo Alpino nacque nel 1928. La volontà del Duce era quella di sbarrare il confine terrestre italiano con una possente linea fortificata che da Ventimiglia, correndo sul confine italo-francese per proseguire su quello italo-austriaco, terminasse sulle coste dell’Adriatico arrivando anche a proteggere il confine italo-jugoslavo. Ma il Vallo non implicò solo intenzioni difensive e poi … perché fortificare il confine tra l’Italia e il III Reich di cui eravamo alleati. Perchè fu realizzata la Linea Non Mi Fido?

Questo volume racconta, utilizzando esclusivamente documenti inediti recuperati nei vari archivi militari, varie storie legate agli anni fra il 1928 e il 1950 in cui gli italiani hanno vissuto all’epoca delle Nazioni murate. Il denominatore comune sono dunque i sistemi fortificati italiani sotto il fascismo, dal vallo Alpino alla Linea Gotica, passando attraverso le fortificazioni tedesche e le difese costiere.

«Non è difficile sbarrare le nostre valli: si debbono gettare montagne di cemento su montagne di pietra».  «In fatto di frontiere terrestri, la natura ha provveduto a garantire all’Italia considerevoli coefficienti di sicurezza. Quando siano resi ermetici alcuni passi, il che si sta facendo, le Alpi sono invulnerabili e non soltanto nei mesi invernali».  «Ho ordinato a Pariani di chiudere le porte di casa.»  «Ho detto ai tecnici che devono rendere uno sfondamento non solo impossibile, ma impensabile». <Ne ho le tasche piene di questi tedeschi e ad ogni buon conto fortifico il Brennero>

E sono proprio le frasi del Duce, pronunciate durante gli anni del suo governo, la cerniera che unisce fra loro i racconti che dalla nascita del Vallo Alpino ci condurrano ai bunker Nato antiatomici. L’evoluzione delle fortificazioni italiane è seguita anno per anno facendo riferimento alle varie circolari emesse dallo Stato Maggiore. L’ approfondimento tecnico è contornato da aneddoti, particolari inediti e frasi pronunciate dai diretti interessati recuperate da diari, libri di memorie e giornali dell’epoca.

Italia Murata. Indice del libro

18 Febbraio 2012

 

L'indice sottostante NON è definitivo. Il libro è in fase di redazione e i capitoli potrebbero subire qualche ulteriore variazione.

Prefazione
Voci dal passato.

Le Alpi sono invulnerabili

Preavvisi non ascoltati e filmati non visti
Il Bunker.
La prima linea difensiva italiana. La linea Cadorna.

L'epoca delle Nazioni Murate

Il Vallo Alpino del Littorio. Si spenderanno molte parole.
Genesi del Vallo Alpino
La Guardia alla Frontiera. Alpini senza la penna sul cappello.
Dal progetto di massima alla realizzazione delle opere militari inerenti alla sistemazione difensiva del Vallo Alpino.
Elementi principali di un opera del Vallo Alpino
Il componente principale: il cemento
La ventilazione delle opere
Il mascheramento delle opere del Vallo Alpino come scienza e arte.
Il Vallo Alpino messo alla prova.

La prima ispezione del perplesso S.M. il Re al Vallo Alpino

Il X° Settore di Copertura. Nasce il Vallo Alpino In Valle d’Aosta
Strade militari
Chiusi alcuni passi, le Alpi saranno invalicabili.
Vita segreta dell’opera 23
La miglior difesa? l’attacco!
Bardonecchia. La batteria delle Tre Croci e la disgrazia sfiorata.
Encomio e circolare 7000. Gli appostamenti Pariani.
La linea Non Mi Fido.
Espropri in nome della Patria

Il poderoso Vallo alpino del Littorio

Il generale Monti... Com’é?
Il Vallo Alpino del Littorio dal mar Ligure al Carnaro
Anche in Ungheria si parlava delle nostre fortificazioni
Badoglio relaziona al Duce la sua ispezione al Vallo Alpino al Moncenisio
L’incredibile vicenda dei bunker crollati subito dopo la loro costruzione
Viole, rododendri e cannoni
La Redoute Ruinée. Un forte che combatté su due fronti
Le Chaberton tire toujours
L'azione per la conquista dell'opera francese di Chenaillet al Monginevro
L’assalto all’opera Maginot di Les Arcellins
Batterie in azione sulle Alpi
Giuseppe Bottai a contatto col Vallo Alpino in guerra.
Barcone di Marta. La più grossa opera in caverna del Vallo Alpino.
Batterie Antiaeree. Si sparava con cannoni di legno
Il Duce fra le truppe oltre il vecchio confine.
Caditoie, lanciafiamme e ... omissioni
Tobruk, le linee difensive del deserto, antiche tombe e quadri naif...
Santini militari e una protettrice per la G.a.F.  arrivata troppo tardi
Una grande impresa alpinistica giovanile. La Staffetta del Vallo del Littorio. Il messaggio del Duce
La difesa costiera
La difesa costiera nell’anno che precedette l’invasione.
Intanto a riguardo del Vallo Alpino...
E invasione alleta.. fu
Sicilia. La linea difensiva delle fesserie
Pantelleria, Sardegna e Isola d’Elba. La linea difensiva delle isole.

Sono assolutamente inutili queste mostruose opere

Regelbauten. La difesa tedesca standardizzata e codificata.
Denkschrift zur frage unseren Festungsanlagen. Gli appunti sulle       fortificazioni di Adolf Hitler. (Tradotti dal tedesco e commentati per la prima volta in assoluto gli appunti di Hitler relativi alle fortificazioni e scritti di suo pugno nel 1938)
Postazioni Regelbau
Panzernest
Il Ringständ o Tobruk.
PantherTurret.  Il “coso a manovella”.
Le fortificazioni campali. Il concetto di difesa elastica.
I caposaldi della difesa ad elastico.
L’organizzazione della difesa campale
La fortificazione tedesca in Italia
GotenStellung. La Linea Gotica.
L’altalenante tattica di Hitler sulla Linea Gotica.
Il bunker dell’oro nel forte di Fortezza
Carri armati nani radiocomandati contro bunker inesistenti
Uno sguardo alle opere del Vallo Alpino occidentale praticamente abbandonate
Il Lago dei Cannoni.
Il solarium del Forte di Fenestrelle
Amore e horror all’opera 207
L’attacco alla Linea Gotica nelle cronache dei quotidiani dell'epocai
L’autocritica tedesca relativa alla Linea Gotica
Bunker tedeschi dove non te li aspetti

Stellungssystems in Norditalien. Sistemi difensivi nell’Italia del Nord

Die Voralpenstellung. La linea Blu del crepuscolo.
La linea dei fiumi Ticino e Po
Il ridotto valtellinese... perchè, in un luogo qualsiasi, il fascismo doveva cadere eroicamente

Il dopo guerra. Italia chiave di volta nel sistema difensivo nel Mediterraneo       

La demolizione del Vallo Alpino Occidentale
Due demolizioni problematiche
L’epoca atomica. Il reimpiego del Vallo Alpino Nordorientale
Le dottrine d’impiego del nuovo Vallo Alpino.
Postille
Il carro armato tedesco e il Lago Nero
I bunker sommersi in un lago ci sono davvero
La tragedia sfiorata
Villa con parco e bunker
Bunker del Vallo Alpino sotto antiche fortezze.
Il sentiero storico del Vallo Alpino
Il fantasma del Forte delle Traversette
L’ultimo mistero

Guida alle visite (questo paragrafo è in forse per mancanza di spazio)

Opere del Vallo Alpino aperte al pubblico.
Il Vallo Ligure
La batteria costiera Mameli di Pegli.
La batteria costiera di Monte Moro
La batteria costiera di Punta Chiappa.
La batteria costiera De Lutti di Punta Bianca (LaSpezia)
Guida alla visita dei bunker italiani della Sicilia.

Marco Boglione non è Marco Boglione

18 Febbraio 2012

 

Me l'aspettavo che accadesse prima o poi... i miei libri che vengono dati per scritti da Marco Boglione. Si ma non da Marco Boglione informatico, storico delle fortificazioni, ex seconda categoria di tennis e attualmente podista e biker. No! Le strade dei cannoni, della fede, dell'assietta, dei forti, la linea gotica li avrebbe scritti il Marco Boglione proprietario di Robe di Kappa.

vedere http://www.zam.it/3.php?id_autore=16989 per credere...

Però.. anche Voi di Zam.. farVi qualche domanda prima di pubblicare certe informazioni... no eh? ChiederVi ad esempio come sia possibile che un industriale così impegnato trovi il tempo per fare ricerche e escursioni in montagna così impegnative era troppo per voi?