|
Le Strade dei Cannoni - Valle Aosta |
|||||
|
Le strade militari della Linea Cadorna nel Vallone del Gran San Bernardo |
|||||
|
Le strade oggi : Strada sterrate percorribili in Mtb; Accesso : Vallone del Gran San Bernardo Cartografia : I.G.C. 1:50.000 n.4 <Massicio del Monte Bianco> Caratteristiche militari : Strade minori carrellabili tipo C con pendenza massima del 15% |
|||||
|
ff |
|||||
|
L'ingresso in guerra dell'Italia nella primavera del 1915 spinse il generale Cadorna, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, a predisporre una linea difensiva lungo il confine che proteggesse l'Italia da un eventuale attacco tedesco proveniente dalla Svizzera.In quasi due anni di tempo, venne realizzata quella che sarà poi chiamata Linea Cadorna, una zona fortificata di circa 200 km di lunghezza tra la valle d'Aosta, la Val d'Ossola in Piemonte e le Alpi Orobie in Lombardia, composta da strade, trincee, camminamenti, gallerie, depositi per le munizioni, fortini e postazioni per le artiglierie |
|||||
|
La storia di questa strada con la ricostruzione degli studi strategici fatti sulla zona e la descrizione della Batteria del Plan Puitz con un ampia descrizione del percorso, si trova sul libro delle Blu Edizioni Le strade dei Cannoni, in Pace sui sentieri di guerra
Il paese di Buthier si raggiunge da Aosta percorrendo la strada del Gran San Bernardo sino alla frazione Condemine [1,5 km. oltre Gignod] dove si svolta a sinistra. Dalla borgata si può proseguire, evitando la diramazione per Champlorenceal, sino a raggiungere il cartello che vieta il proseguimento dei mezzi motorizzati. In corrispondenza del cartello termina l'asfalto e la rotabile prosegue su fondo sterrato, ottimo per Mtb, inoltrandosi in uno splendido bosco sino a raggiungere l'alpeggio Pragallet (1621 m.). Poco oltre si troverà un bivio; seguire la strada di destra che sale, con alcuni tornanti, verso l'Alpe Etallay e quindi l'Alpe Praperier proseguendo quindi con moderata pendenza sino a raggiungere la piazzola terminale della strada dove era prevista una postazione di cannoni all'aperto. Da notare, lungo il percorso le pietre miliari che segnavano i chilometri della strada. Lunghezza totale della strada 7.120 m.
La vecchia strada militare è stata in parte cancellata dalle pista . Soltanto il tratto superiore ha mantenuto le caratteristiche come ad esempio le pietre miliari. Poco sotto la Testa di Crevacol si trovano i ruderi dei locali logistici che servivano alla batteria all'aperto ubicata in questa posizione. La postazione, che permette un magnifico panorama sulle più alte e spettacolari montagne della Valle d'Aosta, era dotata di un osservatorio
Questa linea fortificata difensiva, costruita a ridosso della frontiera svizzera durante la Prima guerra mondiale, è conosciuta come "Linea Cadorna", per ricordare l'allora Capo di Stato Maggiore dell'Esercito il generale Luigi Cadorna di Pallanza, ne fu l'ideatore e il promotore. In realtà il primo ideatore di questa linea fortificata fu il generale Alberto Pollio, Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito ; egli morì improvvisamente nel luglio del 1914, e il successore Cadorna proseguì il lavoro incominciato dal defunto comandante. Bisogna subito dire che la Linea non nacque come un sistema difensivo organizzato sul tipo della Ligne Maginot o il Vallo Alpino, bensi come una serie di opere arretrate rispetto al confine, composte da appostamenti per la fanteria e postazioni per lartiglieria e ubicate nei punti nevralgici sulle principali direttive di penetrazione di un nemici che atttaccasse dalla Svizzera. Lo Stato Maggiore italiano sapeva molto bene che i Tedeschi non si sarebbero fatti problemi ad utilizare la neutrale Svizzera come corridoio per un eventuale calata in Italia e tentarono di prevenire spiacevoli sorprese con la costruzione di quella che nei documenti ufficiali era denominata "Occupazione Avanzata Frontiera Nord". Il termine Linea Cadorna è <moderno> e non compare nei documenti ufficiali; stesso destino avrà il Vallo Alpino del Littorio: tutti lo chiamano così ma ufficialmente il nome della linea difensiva alpina degli anni '40 non esiste. L'ala occidentale della Linea Cadorna corrispondeva al vallone del Gran SanBernardo con l'omonimo passo. La linea proseguiva poi col Settore Sempione-Toce dal monte Massone fino a raggiungere la stretta di Bara; si estendeva quindi nel Verbano sulla dorsale M. Zeda, M. Vada, M. Spalavera, M. Carza. Gli altri Settori difensivi che si sviluppavano in Lombardia erano: Verbano-Ceresio, Ceresio-Lario, Mera-Adda fino al Pizzo del Diavolo sulle Alpi Orobie. Erano previsti una settantina di chilometri di trincee, 88 postazioni d'artiglieria, con uno sviluppo di oltre 300 km di strade e quasi 400 km di mulattiere; il parco d'artiglieria era composto da cannoni da 149A, da 149G e da 105, oltre a mortai da 120, obici da 149 c.p. e da 210. Nella zona del Verbano, si può visitare la Linea Cadorna percorrendo le strade militari che conducono al Parco Nazionale della Val Grande, e più precisamente a Cuzzago e sul Monte Proman (Premosello Chiovenda), ma ancor di più sul versante che dal Passo Folungo (Aurano) sale al Monte Zeda.
|
|||||
|
Per saperne di più sulla Linea Cadorna e le sue strade militari |
|||||
|
La strada del Morissolo a Verbania
|
|||||
|
Per suggerimenti, idee, commenti contattatemi: E-mail
|
|||||