Le Strade dei Cannoni - Valle Susa

Strada Colle delle Finestre - Assietta

La strada oggi : tratti mulattiera e tratti sentiero di montagna

Lunghezza della strada :14.130 Dislivello : 830

Partenza : Colle delle Finestre

Accesso : Si può salire al Colle delle Finestre sia da Fenestrelle, che da Balboutet che da Susa utilizzando le vecchie strade militari che sono asfaltate nei primi tratti e sterrate nelle parti finali (dal 2005 la strada che sale da Balboutet è asfaltata sino al Colle delle Finestre). Al colle delle Finestre un ampio spiazzo vi permette di parcheggiare comodamente l'auto

Cartografia : I.G.C. 1:50.000 n.1 <Valli di Susa Chisone e Germanasca>

Caratteristiche militari : Strada minore carrellabile tipo C con pendenza massima del 10%

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Con la firma della Triplice Alleanza, siglata nel 1882 tra Austria, Germania e Italia, la Francia tornò ad essere una nazione nemica e la zona montana dell'altipiano dell'Assietta divenne un territorio fondamentale dove concentrare il sistema difensivo a protezione della frontiera occidentale. Venne nominata una speciale Commissione per la Difesa dello Stato che, per quanto riguardava la cresta spartiacque fra Val Susa e Val Chisone, decise di realizzare la Piazza Militare dell'Assietta, un grandioso campo trincerato dotato di organizzazione autonoma. I lavori incominciarono nel 1888 con la creazione di una rete di strade militari, lunga all'incirca 50 km. che richiese 4 anni di lavori. La comunicazione principale iniziava dal Colle delle Finestre, saliva al monte Pintas e con un tracciato sempre oltre i 2500 metri di quota aggirava la Cima Ciantiplagna e raggiungeva, attraverso il Colle delle Vallette, la zona del Gran Serin. Dal Gran Serin la strada proseguiva raggiungendo dapprima l'Assietta e quindi il monte Genevris. Questa rotabile di alta quota, vero gioiello di ingegneria militare stradale per quei tempi, annovera tra le sue memorie anche un record automobilistico: nel 1900 una delle prime automobili, guidata da un certo Gaetano Grosso Campana, la percorse per un notevole tratto, salendo in quattro ore e mezza da Fenestrelle fino in prossimità della vetta del Ciantiplagna (2849 m). Altre strade minori venivano a raccordarsi al ramo principale consentendo di raggiungere diverse località dell'alta Valle della Dora: dal Gran Serin si scendeva all'Alpe d'Arguel e quindi al Pian del Frais e a Meana, mentre dal Colle Blegier una rotabile raggiungeva Sauze d'Oulx via Monfol e Salbertrand, percorrendo interamente l'area del Gran Bosco. Tale rotabile è ancora oggi conosciuta col nome di Strada dei cannoni.

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Il tratto iniziale della strada visto dal Colle delle Finestre

L'itinerario descritto ha come punto di partenza, in particolare per quanto riguarda il chilometraggio segnato, il colle delle Finestre. Si discende verso la Val Chisone per circa 250 metri, girando a destra, in prossimità di una costruzione che all'epoca fungeva da casa cantoniera (In corrispondenza del bivio è presente un cartello indicatore per il Colle della Vecchia)

Panoramica della strada dal Dente della Vecchia

Superati alcuni tornanti si passa nei pressi di una costruzione in pietra (sul ciglio destro della strada - 1,6): pochi metri al di sopra si trova la sorgente Fountan Murô. Dopo circa 2,4 km la strada perde un po' di quota (solo temporaneamente) e si fa più stretta. A 3,1 km si supera con facilità una frana di massi e quindi si giunge nel suggestivo Vallone della Vecchia dove è facile ritrovare i segni dell'antico passato militare: le rocce che costeggiano la strada e particolarmente quelle che si trovano al di sotto dello sperone roccioso chiamato Dente della Vecchia sono ricche di incisioni effettuate dai soldati. Si arriva quindi al colle della Vecchia (3,6) dove si trova la Madonnina della Vecchia (statuetta della Madonna racchiusa in una nicchia ricavata nella roccia). Seguono una serie di tornanti che ci introducono nel vallone Barbier. Durante questo tratto si noteranno ulteriori vestigia militari: ruderi di alcune costruzioni, il deposito attrezzi per i cantonieri, il Ricovero del Colle della Vecchia, la Stazione telegrafica ottica Punta del Mezzodì. Si raggiunge il Colle delle Vallette dove non sarà difficile rintracciare alcuni resti dei trinceramenti dove il duca Vittorio Amedeo II si accampò nel 1708, durante l'assedio Francese ai forti di Exilles e di Fenestrelle, con la missione di presidiare la zona. Si aggira quindi con un semicerchio la Cima Ciantiplagna (6,3), raggiungendo il punto piu' elevato dell'itinerario (6,8 - 2745 metri). Da qui la strada, ad eccezione di un piccolo tratto prima dell'arrivo al Gran Serin, si mantiene sempre in discesa. Al km 7,6 si deve superare, con una certa difficoltà, una frana di massi che ostruisce completamente la strada. Altre frane, di minor entità, si incontrano anche successivamente fino all'arrivo al di sopra del lago Piccolo (10,1), dopo aver superato il colle delle Vallette (2551 m). Si percorre quindi un mezzacosta leggermente in salita fino a sbucare nella veduta del lago Grande (11,1). Al bivio si prosegue diritto, trascurando la strada di destra che scende a tale lago

Il forte Gran Serin

Si passa, in seguito, in mezzo a due baraccamenti militari in rovina (11,5), dotati di scuderie, ed in grado di ospitare fino a 600 uomini. Sono i resti della grande Caserma difensiva della Batteria del Gran Serin, che costituiva il centro logistico dell'opera fortificata, presso cui si trovavano alloggiamenti, scuderie, magazzini con oltre 6000 tende, infermeria e un ospedale da campo che veniva utilizzato durante le manovre o in caso di mobilitazione generale. La caserma venne abbandonata nel 1928. In salita, si perviene, attraverso un varco chiuso in passato da un cancello, dinnanzi alle rovine del magazzino materiali della imponente Batteria del Gran Serin (12,2 - 2589 metri). Il forte fu costruito nel 1897 ed era armato con 8 cannoni da 12 GRC/Ret mm. e 6 mortai da 15 AR/Ret. tutti in barbetta. Il forte fu disarmato nel 1915 e dismesso anch'esso nel 1928. Non fu richiamato in servizio a supporto del Vallo Alpino. Oltrepassata la batteria la rotabile discende, tramite vari tornanti, al Colle dell'Assietta.

 

 

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