Le Strade dei Cannoni - il Forum

Il Vallo Alpino sul fronte Jugoslavo

 

Alessandro Giudici, autore di un sito dedicato al Vallo Orientale, mi scrive alcune interessantissime riflessioni a riguardo della <Relazione sullo stato della fortificazione e sui lavori sinora eseguiti alle frontiere terrestri>, documento redatto dal capo di Stato maggiore Esercito, generale Ambrosio, il 3 ottobre 1942.

..Alle sue note si aggiungono quelle di Vladimir, che ci scrive da Fiume..

quindi...dico la mia sull'argomento...

 

Vorrei effettuare alcune riflessioni relativamente alla relazione del capo di SM dell'autunno 1942 relativamente allo stato di costruzione del vallo. Naturalmente posso parlare solo del settore che compete a me (ex Jugoslavia) e non posso dire niente per quel che riguarda gli altri confini.

Secondo me quella relazione (a parte gli errori sui nomi delle località e direttrici viarie) palesa una grande ignoranza della situazione reale del vallo da queste parti o quanto meno un grossolana superficialità. Sembra quasi che quella relazione non fosse stata aggiornata ossia quella descritta fosse la situazione non dell'agosto-ottobre 1942, ma quella di quasi un decennio prima! La mancanza di profondità era un lamento continuo dei comandi del V corpo d'armata di TS e dell'XI Corpo Armata di UD. Ma il primo sistema era completo. In alcuni settori anche il 2 sistema era completo. Per esempio, nei settori del V ca (TS) il primo sistema era di tipo B, mentre il 2° addirittura era di tipo A. Quindi, ribadisco che quella relazione non era veritiera. E questo lo capisco data la situazione da queste parti nel 1942: dall'aprile 1941 l'Italia invade la jugosavial. Reparti della gaf sono inoltrati nelle zone interne occupate dei balcani. Hanno inizio le azioni partigiane sia nei territori occupati sia in territorio italiano (al di qua e al di la' del vallo le cui opere rimangono spesso senza presidio). Rappresaglie con esecuzioni di massa e villaggi interi bruciati, campi di concentramento e azioni di sfollamento di decine e decine di migliaia di locali.

Altro che relazioni sullo stato di avanzamento dei lavori sul vallo! Tra 1 e 2 sistema difensivo, ci sono caposaldi con 4-5 centri di resistenza ognuno e uno in particolare ha 14 opere in caverna! Sempre tra il 1 e il 2° sistema secondo il mio studio ci sono 120 opere distinte e prevedo di inventariarne almeno altre 40-50. Questo per darti un ordine di grandezza. A Fiume poi, ci sono opere simili (per grandezza e armamento) alle opere maggiori verso la Francia (Balcone di Marta per esempio).

Per chi volesse approfondire le conoscenze sul Vallo Alpino Orientale sul confine Jugoslavo : http://www.valloalpino.com

Vladimir, anch'egli studioso del Vallo Alpino Orientale, mi scrive da Fiume il seguente commento :

Relativamente allo stato del Vallo nello scacchiere orientale, posso solo dire che sono assolutamente d`accordo con Alessandro Giudici. E' vero che il 1. sistema era piu piccolo e semplice del secondo, e che i previsti raddoppi non sono mai stati costruiti, ma le cifre parlano: 220 km di confine orientale - 208 opere del Vallo! Sono in contatto con Alessandro, visto che siamo impegnati nella stessa cosa: tracciare tutte le opere del Vallo sul ex-confine italo-iugoslavo - finora ho trovato circa 150...

Anche Vladimir cura un sito web dedicato alle fortificazioni di Fiume (ancora provvisorio, senza links, senza disegni...): http://free-ri.htnet.hr/fortress-fiume

A mio avviso la Relazione <incriminata> aveva due risvolti: quello tecnico e quello politico. Relativamente al discorso tecnico è evidente che il rapporto è alquanto superficiale e non veritiero. Io vorrei però soffermarmi sul discorso politico: è ormai appurato storicamente che la guerra del 1940 la voleva un uomo solo : Mussolini. Non la voleva il Re, non la volevano quasi tutti i suoi più fidati politici [Galeazzo Ciano in testa], non la volevano i militari stessi. I motivi principali di questa posizione di <non belligeranza> erano fondamentalmente 3 : 1. Il riconoscere l'estrema debolezza del proprio apparato militare - 2. La non simpatia verso l'alleato tedesco - 3. Il non sentire nemici le nazioni che il Duce voleva attaccare.

Da più parti quindi si tentò di convincere Mussolini a non intervenire e spesso forzando la mano. Ecco... io credo che la relazione del generale Ambrosio, così come ad esempio la relazione di Badoglio, dopo l'indagine alla linea difensiva del Moncenisio della primavera del 1940, siano stare <modificate e corrette> per convincere il Duce a non entrare in guerra a fianco di Hitler.

A tal proposito consiglio, per chi non l'avesse ancora fatto, la lettura di un libro fondamentale per chiarire questa situazione : Il diario di Ciano, facilmente reperibile in libreria.

Come si sarebbero svolti i fatti se l'Italia non fosse entrata in guerra è difficilissimo dirlo. La storia è fatta di mille episodi in grado di cambiare radicalmente il corso degli eventi. Mi piacerebbe sapere il vostro parere su questo argomento...

 

 

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