|
Le Strade dei Cannoni - la memoria |
||||||
|
La Madonna del Cotolivier |
||||||
|
Escursione e relativa relazione effettuata da Lorenzo Durante il 10/6/1961. La strada militare, descritta con dovizia di particolari da Lorenzo, é la Ulzio - Vazon - Albergo Pourachet strada carrellabile tipo C + Albergo Pourachet - Madonna Cotolivier strada carrellabile tipo C + Albergo Pourachet + Croce San Giuseppe mulattiera tipo D. Lorenzo Durante, Torinese, classe 1930, ha percorso alla fine degli anni '50 moltissime strade militari delle alpi occidentali con la fedele Lambretta, riportando su un diario il resoconto delle varie escursioni. Attualmente è in pensione e si è definitivamente trasferito in Abruzzo, dove coltiva gli hobbies di giardinaggio, bricolage e collezionismo di militaria. |
||||||
|
L'itinerario ha inizio nell'abitato di Ulzio; al crocicchio della SS 24 si prende a destra verso la stazione FFSS e subito dopo il ponte sulla Dora, si prende a sinistra (cartello di segnalazione). La strada è asfaltata solo per qualche decina di metrie alla prima curva il fondo diventa in terra battuta. Resta tuttavia ottimo per tutto il percorso, sebbene in qualche breve tratto sia piuttosto inghiaiato e un po' polveroso. Il tracciato si svolge all'inizio allo scoperto con bella vista; la pendenza è più che modesta. Al primo gomito (notare la carrareccia, poi mulattiera per Chateau Beulard) si entra in rado bosco di pini e la pendenza si fa un po' più dura. Dopo alcuni tratti rettilinei, intervallati da gomiti, si passa per Pierremenaud (m. 1442 - Km 4) che si lascia sulla destra. La strada prosegue sempre buona tra i pascoli ed il rado bosco, toccando qua e là piccole radure tra i pini ottime per campeggio. Man mano che si sale si apre la vista su un bellissimo panorama: lo Jafferau e il Seguret, la conca di Ulzio e oil fondo valle sino a Susa, la catena divisoria della Valle Susa con la Val Chisone (Assietta - Fraiteve) e la grande mole dello Chaberton. Dopo altri due o tre tornanti si passa per Vazon (m. 1650 - km. 6) postosu un tratto di strada pianeggiante e allo scoperto tra i pascoli. Al primo gomito dopo le grange, notare sulla destra un tracciato sconnesso, del quale si parlerà più avanti. La salita riprende più ripida e qualche tratto presenta qualche lieve difficoltà per ghiaia, specie nelle curve. Il percorso, nuovamente nel bosco, si snoda ora a tornanti sotto la cima del Cotolivier, per terminare poi con due lunghi tratti quasi rettilinei. La pendenza qui è discreta, ma il fondo molto buono, pur essendo la strada in questo tratto a mezzacosta.
In effetti dopi i due bivi, il fondo pur essendo la strada quasi pianeggiante, é alquanto peggiore e vi sono numerosi solchi prodotti da traini locali. In moto si piò invece proseguire agevolmente per altri 2 km. ancora: dopo lo slargo suaccennato, vi è una grande cunetta che taglia una curva e quindi il tracciato si restringe alquanto, avendo ceduto la sponde in più di un tratto. Il fondo è discreto e quasi tutto erboso. Poco dopo (km. 11), sulla sinistra della strada, due fontane freschissime, ricavate da tronchi incavati. Si giunge quindi sotto la Croce di San Giuseppe (km. 12) e qui il tracciato, avvolgendosi in tornanti per superare il dislivello, diventa molto difficoltoso. A questo punto conviene lasciare la moto, a meno di avere un mezzo preparato per il fuoristrada. Ad ogni modo, dopo 4 tornanti quasi cancellati dall'erba, la strada volge nel piccolo vallone tra la catena della Clotesse e la Croce di San Giuseppe. Qui si stacca sulla sinistra uno stretto tracciato, ma che sembra discreto di fondo, almeno all'inizio, che volge verso il vallone di Fenils e che dovrebbe collegarsi, passando per la Punta Gardiol, alla strada che da Fenils sale allo Chaberton. Lorenzo supponeva giusto: il sentiero, dopo aver toccato il Lago Desertes, raggiungeva il versante occidentale della Punta Gardiol, qui si dirama in due tronchi: il tronco di destra sale al Passo dell'Asino, mentre il sentiero di sinistra aggira la punta Gardiol e riscende in direzione Pra Claud dove, poco più in alto si immette nella rotabile exmilitare dello Chaberton Proseguendo nel valloncello, il tracciato quasi scompare tra i prati e non è più ben delimitato. Poco prima di una casermetta demolita (m. 2355) vi è un nuovo bivio: a sinistra si raggiunge il rudere e la strada prosegue poi ancora per un breve tratto, avvolgendosi tortuosa sin sotto la parete della Clotesse; a destra un breve tratto rettilineo raggiunge il culmine della Croce di San Giuseppe (m. 2392) dove è posta una grande croce di legno e qui termina. La casermetta identificata da Lorenzo è la Casermetta IX Clotesse, una piccola costruzione predisposta per 25 soldati, di presidio alla zona, oggi in parziale rovina. Da segnalare che nel 1940, nell'ambito del progetto di realizzazione della linea difensiva di Fenils che avrebbe dovuto sbarrare il collegamento fra Cesana e Ulzio, furono progettate nella zona della Madonna del Cotolivier due batterie in caverna simili a quelle realizzate a Bardonecchia nella zona delle 4 Sorelle. La batteria B5 avrebbe dovuto battere la zona antistante il fosso anticarro di Fenils, mentre la B6 avrebbe dovuto coprire la conca di Bardonecchia. Delle due batterie esistono solo i disegni di progetto...
L'itineario oggi descritto da Massimo Peverada sul suo sito di Mtb
|
||||||
|
Lista degli argomenti trattati nella Memoria Per suggerimenti, idee, commenti contattatemi: E-mail |
||||||