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Le Strade dei Cannoni - la memoria |
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I monti della Luna |
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Escursione e relativa relazione effettuata da Lorenzo Durante il 15/7/1956. Lorenzo, sui monti della Luna, ha percorso varie ex-strade militari della fitta rete che negli anni '40 collegava la cosiddetta zona dei Colli Centrali. Lorenzo Durante, Torinese, classe 1930, ha percorso alla fine degli anni '50 moltissime strade militari delle alpi occidentali con la fedele Lambretta, riportando su un diario il resoconto delle varie escursioni. Attualmente è in pensione e si è definitivamente trasferito in Abruzzo, dove coltiva gli hobbies di giardinaggio, bricolage e collezionismo di militaria. |
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L'itinerario ha inizio circa 2 km. dopo Cesana Torinese verso Claviere lungo la SS 24 del Monginevro. Al bivio si prende a sinistra (cartello indicatore per Sagna Longa). Si tratta della SS 24 - Grange Sagna Longa - Cresta Rascià [realizzata nel 1936 - di tipologia C - lunga 10.500 metri - larga 2,50 metri] Il fondo è senz'altro buono, ma piuttosto inghiaiato nei primi 3-4 km. e la pendenza è sempre uniforme e non forte. Si entra subito nel bosco di larici sotto la cima Rascià, salendo a tornanti, e dopo circa 8 km. dall'inizio si giunge ad un bivio. A destra il tracciato, poco buono a giudicare dal fondo impervio e irregolare, scende verso Claviere passando un ponte riattato alla meglio, traversando il Plan La Coche in bosco di conifere e dopo aver lasciato una diramazione per la Val Gimont, giunge a Claviere in 5 km. Prendendo invece a sinistra si giunge subito alla piana si Sagna Longa (2001 m.) in rada pineta, con un alberghetto ed alcune villette di legno. Bella vista sulla conca del Sestriere, sulla vallata di Cesana e sullo Chaberton. Presso la stazione della seggiovia, altro bivio: leggermente a sinistra per il Rifugio Tana a destra per il Rifugio Gran Pace. A - Grange Sagna Longa - Fonte Tana - Lago Nero [realizzata nel 1937 - di tipologia C - lunga 4.000 metri - larga 2,50 metri] Prendendo a sinistra, la strada si snoda in piano nel bosco, liscia ed in tratti ricoperta d'erba. Si passa qualche radura con distese di prati che consente una breve vista sul Pic de Rochebrune. Solo un breve tratto con salita dura ed alcuni con discesa molto ripida ed inghiaiata, da percorrere con prudenza.Al Km. 3.4 da Sagna Longa si giunge al rifugio Fonte Tana (m. 1950). Notare subito prima, il notevole getto della fonte da un lungo tubo sporgente sulla strada. La costruzione, lunga e ad un solo piano, sorge su una radura erbosa cosparsa di massi; la strada le passa proprio davanti. La Casermetta Fonte Tana è un opera realizzata tra il 1936 ed il 1938 e capace di ospitare 100 uomini. Nel 1936 venne costruita di fronte alla casermetta la stazione superiore della teleferica Bousson - Fonte Tana. L'impianto superava in tratte un dislivello di 570 metri, risalendo dalla stazione a valle, sito a Bousson nei pressi della casa cantoniera a quella intermedia nel vallone di Rio Serviettes e da qui a Fonte Tana. Dopo 100 metri si arriva ad una nuova diramazione: a sinistra si scende a Bousson, a destra si sale alla Cappella del Lago Nero e alla capanna Mautino (vedere sotto itinerario B)
B - Da Sagna Longa, prendendo a destra la strada, sempre con fondo abbastanza buono, supera con alcuni tornanti la salita nel bosco, non eccessivamente dura, e giunge dopo 3,5 km. ad un piccolo piano a quota 2200 m. presso il Colle Bercia, dove sosno situati la stazione della seggiovia (II° tratto) ed il rifugio Gran Pace (Ricovero di Cresta Rascià) molto simile al Tana, ma a 2 piani e confortevolmente arredato all'interno (telefono). Magnifica vista sulle cime circostanti e sul Sestriere. Il ricovero di Cresta Rascià fu realizzato a fine ottocento su due piani e alloggiava 4 ufficiali, 200 uomini e 6 cavalli. La costruzione era circondata da un fossato munito di parapetto. Da seganalare che, poco prima di arrivare al Colle Bercia, in prossimita di un tornante, in località Rocca Remolon si trovano le vestigia della Batteria B12 - 608 G.A.F. Remolon che era armata con 4 cannoni da 75/27 modello 06 che coprivano col loro campo d'azione i colli Chabaud, Bourget, Bousson e Gimont. La batteria è stata demolita in base al trattato di pace del '47. Volendo si riesce ad accedere all'interno incuneandosi nei varchi delle rovine, ma l'esplorazione in questo caso è sconsigliata in quanto crolli improvvisi possono verificarsi in qualsiasi momento. La strada prosegue alla sinistra del Rifugio, biforcandosi subito: a destra un tracciato stretto e sconnesso raggiunge il Colle Bercia (m. 2293) e muore sul versante Gimont. Si prende invece a sinistra seguendo il ramo principale, in un paesaggio scoperto e brullo [Ricovero Cresta Rascià - Lago Nero Colle Begino di tipologia C - lunga 6.500 metri - larga 3 metri] ; il fondo diventa subito sassoso e sconnesso e richiede molta attenzione. Poco dopo, una diramazione a sinistra, poi una a destra che si tralasciano. Si sale quindi e si scende poi rapidamente a tornanti, dominando dall'alto il letto di un lago. Dopo molte altre ripide e strette curve si giunge alla Capanna Mautino (m. 2100 - km 4 dalla Gran Pace) dipinta in rosso mattone, sulla destra della strada. Riprende di qui una rada vegetazione di pini. Con alcune altre curve a pendenza ancora più accentuata e con detriti scivolosi (questo tracciato, dal Gran Pace in poi è consigliabile solo in discesa) si giunge alla Madonna del Lago Nero. Una breve diramazione a destra (50 m.) conduce alla Cappella e al posto di confine dei Carabinieri. Subito dietro si trova il Lago Nero, incassato e poco pittoresco. Il Ricovero delle pattuglie RR carabinieri che sorvegliano il confine è una costruzione ottocentesca utilizzata appunto alla fine del secolo dai regi carabinieri per controllare in particolar modo i contrabbandieri. Nel 1939 la cantina del locale venne dotata di una feritoia armata con una mitragliatrice. Nei pressi del Lago Nero si trova il Centro10A/10B Lago Nero. Si trattava di un'opera composta da due centri di fuoco in uno. Tutta la massa del rilievo venne scavata realizzando un complesso sotterraneo a sviluppo verticale suddiviso in Centro Alto (10A) e Centro Basso (10B).Il complesso, nel suo insieme, era dotato di 4 mitragliatrici, 2 pezzi anticarro ed 1 osservatorio.Il presidio era di 30 uomini.I due centri erano collegati fra di loro tramite scalinata in galleria e possedevano due ingressi distinti. In vicinanza della Grangia Serviettes, quota 2071, superato il rio omonimo, si trovano le tracce della Postazione 101. Da qui occorre lasciare il sentiero e spingersi in direzione Sud-est verso l'altura che sovrasta il lago Nero. Giunti alla sommità si trovano i resti dell'osservatorio dell'opera. l'ingresso al complesso si apriva sulla parete rocciosa ad est, raggiungibile tramite un tracciato di servizio che si staccava dalla Grangia Serviettes. La strada scende di qui a brevi ma ripidi saliscendi, con fondo nuovamente buono. Dopo circa 1 km. si trova un bivio: a sinistra per il rifugio Fonte Tana (già visto nell'itinerario A), diritto per Bousson, con fondo sempre buono ma con pendenza piuttosto forte e diverse curve. Lasciato il bosco di conifere, si giunge a Bousson (m. 1431 - Km. 5 dal bivio per Fonte Tana) prendendo quindi a sinsitra per Cesana. La strada di fondovalle è ora larga ma polverosa e ondulata. Dopo circa 3 Km. si entra in Cesana al centro del paese. La strada che dal Lago Nero scende a Bousson è la exmilitare Bousson - Colle Bousson, che sovrapponendosi ad una vecchia mulattiera raggiungeva il Lago Nero con le caratteristiche di strada a semplice transito di tipo C per poi trasformarsi in mulattiera E sino al Colle Bousson. L'itinerario nel complesso si presenta facile, tranne il tratto Gran Pace - Lago Nero (escluso per auto). La strada è sempre piuttosto stretta, ma delimitata da paracarri e ben dotata di segnalazioni, sia per le località che per i bivi e le piazzole di manovra, abbastanza frequenti Un ultima nota : tutto questo itinerario è disseminato di opere facenti parte del Vallo Alpino. Essendo però la zona entro 10 km. dal confine tutte le opere sono state demolite in base al trattato di pace del 47. E' pericoloso quindi introdursi negli interni.. L'esploratore furbo... alle volte... sa accontentarsi degli esterni...
L'itineario oggi descritto da Massimo Peverada sul suo sito di Mtb
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