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Le Strade dei Cannoni - la memoria |
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Il Forte Varisello e la Batteria Pattacroce |
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Escursione e relativa relazione effettuata da Lorenzo Durante il 27/8/1961. Interessantissimo itinerario che si sviluppa sul versante meridionale del Lago del Moncenisio in un luogo di incomparabile bellezza. Lorenzo Durante, Torinese, classe 1930, ha percorso alla fine degli anni '50 moltissime strade militari delle alpi occidentali con la fedele Lambretta, riportando su un diario il resoconto delle varie escursioni. Attualmente è in pensione e si è definitivamente trasferito in Abruzzo, dove coltiva gli hobbies di giardinaggio, bricolage e collezionismo di militaria. |
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Le strade militari descritte da Lorenzo in questa scheda sono : la Gran Croce - Bivio Varisello e la Bivio Varisello - Pattacroce ambedue strade costruite nel 1880 a supporto del campo trincerato del Moncenisio. Per un maggior approfondimento del campo trincerato del Moncenisio e delle relative strade militari si veda -> Le strade dei cannoni Questo itinerario ha inizio dalla Gran Croce, sulla SS 25 del Moncenisio, subito dopo la Dogana francese. Oggi la dogana non esiste più. E' rimasto solamente il casotto degli ex doganieri, ovviamente chiuso. Volendo evitare di partire dalla Dogana francese, si può effettuare una variante, prendendo la stradina che si stacca dalla sinistra della statale alla penultima curva, circa 500 metri prima della Dogana stessa. All'inzio, prima di un ponticello, c'è una cartello smaltato che indica : <Stazione pompaggio Gran Croce> Esiste ancora? Il primo tratto, rettilineo, è ripido e piuttosto irregolare; dopo il primo edificio, che si lascia sulla destra, il fondo è invece del tutto erboso e senza ostacoli. Il tracciato non molto visible tra l'erba, si svolge con alcuni gomiti e forte pendenza, passando presso altre due costruzioni e sboccando infine sulla strada principale che sale dalla Gran Croce, subito prima del primo tornante. E' possibile seguire questa variante anche con piccole auto. Oggi non più!. La pendenza del tracciato è all'inizio molto elevata, ma il fondo alquanto inghiaiato è cosparso di sassi obbliga a procedere con cautela. Dopo un lungo tratto rettilineo ed un paio di tornanti, si giunge ad un bivio (m. 1990 - km. 2) presso un piccolo slargo sassoso. La strada di destra aggira un costone e con percorso di circa 1,5 km. con tracciato molto tortuoso conduce al Forte Varisello (m. 2118) grande costruzione in parte demolita che si afffaccia sul lago. Il Forte Varisello (opera capogruppo del campo trincerato del Moncenisio eretto nel 1870) aveva forma pentagonale, tre dei suoi spigoli erano muniti di altrettante caponiere in grado di battere d'infilata il fossato lungo le cortine, compito a cui concorreva anche la traversa che sbarrava il fosso ovest. L'armamento era costituito da artiglieria in casamatta : cannoni da 9 AR/Ret su affusto da assedio per poter essere facilmente spostati e messi in posizione alle cannoniere secondo il bisogno; al secondo piano c'erano ben 28 cannoniere intercalate da serie di feritoie. La manica pentagonale che costituiva l'opera racchiudeva un ampio spazio attraverso da una manica rettilinea ove erano camerate, infermeria, magazzini viveri poichè il Varisello aveva anche funzione logistica ed al suo interno si trovavano forni da pane e depositi vari in grado di sopperire alle necessità della fanteria chiamata ad operare nella zona. Alla sua stazione di telegrafo eliografica faceva capo tutta le rete di comunicazione della piazza militare. Il forte venne disarmato nel 1915 e durante il secondo conflitto fu utilizzato come base logistica
Disegno del forte Varisello [Collezione Festung] La strada a sinistra si addentra con pendenza moderata in una gola, dominata in alto a destra dal lato occidentale del forte. Si passa dinnazi a due piccoli edifici scavati nella roccia, che costituivano la polveriera della postazione. Va segnalato, per correttezza, che non si tratta della ex polveriera del forte bensì del Ricovero Varisello in galleria con soffitto, pareti e pavimento in calcestruzzo con grande camerone e vani e 4 ingressi Subito dopo si passa sotto un'altra parete rocciosa che viene usata come cava di pietrisco ed in questo tratto, che tra l'altro ha una discreta pendenza, il fondo è costituito da un ammasso di brecciame smosso che costringe a spingere la moto a piedi per una ventina di metri. In discesa la difficoltà è molto minore. Subito dopo la cava si giunge ad un altro bivio e dambedue le strade vi si staccano conducono più a monte nello stesso punto. Quella di destra discende dapprima leggermente in un valloncello e con tracciato quasi rettilineo lo risale per un lungo tratto, portandosi infine con due tornanti a quota 2100 (km. 4,5). Il fondo è nel complesso buono e privo di ostacoli. La strada di sinsitra, dopo un breve tratto in salita, tocca la strada del Malamot, che sale da Bar e prosegue volgendo sulla sinistra. Il nostro tracciato volge invece sulla destra riavvolgendosi su se stesso dopo una curva, segue il tracciato della strada di cui si è detto prima, pianeggaindo ad una quota più alta. Questo percorso è più difficoltoso del precedente, in quanto in qualche punto alcuni massi ingombrano parzialmente la strada. Dal punto d'incontro dei due tracciati, la strada prosegue verso sinistra, quasi pianeggiante fra leggeri declivi. Con moderata discesa si passa un ponte in pietra e subito dopo a destra si stacca un breve tracciato quasi scomparso tra l'erba che conduce ad una piccola postazione. Segue quindi una serie di corte rampe che elevano rapidamente la strada. Pendenza non eccessiva; fondo sempre buono, anche se spesso parzialmente coperto d'erba. Con un tratto a mezza costa sotto un'altra postazione (m, 2187 - stradina di raccordo) si entra nel piano della Maddalena (circa km. 6), piccola conca racchiusa su tre lati e con piccolo torrente al centro. La zona è ricca di fauna alpina (marmotte, scoiattoli). La strada prosegue a tornanti per superare il versante destro del vallone. Il percorso diventa un poco più difficoltoso per la pendenza e per qualche sasso che ingombra la strada. Superato il culmine si giunge, con tratto quasi pianeggiante, alla Batteria Pattacroce, grande postazione dalla quale si domina la valle del piccolo Moncenisio eil versante Nord del lago. La costruzione del Forte Pattacroce risale al 1888 [Campo Trincerato del Moncenisio], mentre le altre opere in caverna risalgono al 1932-40. Il forte venne disarmato in seguito alla costruzione del Forte de Mont Froid sulla omonima punta in territorio francese, situato in una posizione protetta e dominante sul Pattacroce. La batteria in caverna B5 - 617 G.A.F. PATTACROCE si svolge sotto il forte ottocentesco in un fitto meandro di gallerie che danno accesso a tre casamatte metalliche perartiglieria armate con cannoni da 75/27 con campo d'azione il Piccolo Moncenisio.All'estremo nord della galleria principale si stacca una diramazione che conduce all'opera staccata dotata di una postazione di mitragliatrice in casamatta metallica.
Planimetria della Batteria B5 [Collezione Festung]
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