Le Strade dei Cannoni - la memoria

I forti del Rocciamelone

 

Escursione e relativa relazione effettuata da Lorenzo Durante il 28/7/1957. La strada militare, descritta con dovizia di particolari da Lorenzo, é la Susa - monte Pampalù - La Riposa, che fu realizzata alla fine dell'ottocento per servire i forti costruiti a sulle pendici occidentali del Rocciamelone e trasformata in carrellabile di tipo C negli anni '30 a supporto delle fortificazioni del Vallo Alpino.

Lorenzo Durante, Torinese, classe 1930, ha percorso alla fine degli anni '50 moltissime strade militari delle alpi occidentali con la fedele Lambretta, riportando su un diario il resoconto delle varie escursioni. Attualmente è in pensione e si è definitivamente trasferito in Abruzzo, dove coltiva gli hobbies di giardinaggio, bricolage e collezionismo di militaria.

L'itinerario ha inizio a Susa, dalla statale 25, prima della stazione ferroviaria, subito dopo il ristorante Chez Pascal [esiste ancora?]. Si prende a destra e dopo 200 m. incrociando una strada asfaltata si gira a destra e subito dopo a sinistra. Si attraversa quindi il paese di Mompantero e la strada prende subito a salire a tornanti, non eccessivamente ripida, con fondo discreto ma molto polveroso. Si entra quindi in un fitto bosco di castagni e le curve e le controcurve si susseguono. Dopo un paio di km. si aggira la cappella dell'Ecova e si riprende a salire con una breve serie di frequenti tornanti. Magnifico panorama su Susa e la vallata. Dopo 4 km. si lascia a sinistra il paese di Braida Bianco. Altra serie di tornanti, la strada passa quindi in rada pineta, la pendenza aumenta e il fondo peggiora un poco. la vegetazione infittisce in un bosco di pini e dopo l'abitato di Bonetti (1188 m.) al km. 9, in un gomito un cartello segnala a sinistra una breve diramazione. Qui il fondo erboso è buoni ed in piano, tranne gli ultimi metri. Si giunge in 300 metri dal bivio alla Batteria Paradiso, piccola costruzione interrata con 2 ingressi con scala che danno in 2 locali di un unico vano. Non abbiamo notato altri ingressi o altre costruzioni.

[La Batteria Piano del Paradiso fu costruita tra il 1890 e il 1893 ed era armata con 8 cannoni da 8 B.R. Retrocarica installati su affusti da assedio in barbetta. La batteria era composta da 3 distinte sezioni, la Fianco sinistro che alloggiava 2 cannoni, la Fronte e la Fianco destro rispettivamente con 3 pezzi. Il compito della batteria era quello di battere la strada del Moncenisio fra la Brunetta e la zona del Molaretto. Durante gli anni '30 venne effettuato uno studio per installare sotto la vecchia batteria ormai dismessa, una batteria in caverna armata con cannoni da 75/27 ma tutto rimase a livello di studio.]

Ritornando quindi al bivio e riprendendo a salire, la pendenza si fa notevolissima; si passano alcune malghe (fontana) e dopo altri due gomiti si stacca una nuova diramazione sulla sinistra (m. 1553 - km.13 da Mompantero). Anche qui il fondo è un tappeto d'erba ma la strada è molto ripida. Dopo 100 m. una diramazione in leggera discesa a sinistra conduce con un fondo totalmente erboso, al gruppo inferiore dei Forti Pampalù. Sul ramo principale invece, dopo altri 100 m. un portale in pietra a ponte levatoio con la scritta : <Batteria Pampalù - 1891>. Passando attorno alla costruzione, si perviene ad una conca, attorno alla quale è situato il Forte Pampalù costituito da numerose riservette di uno o due locali. Alla destra del portale invece, un muretto nasconde l'ingresso di un ampio ed alto edificio di parecchi piani, che però sembra del tutto buio [si tratta della polveriera]. Dall'estremità della conca, guardando verso il fondovalle, si nota più in basso a destra, il gruppo delle tre riservette raggiungibili dalla diramazione accennata più sopra. Dalla linea della cresta si apre un panorama veramente notevole sulla valle della Cenischia; la vista spazia dalla Sacra di San Michele alla piana di Ulzio e da Susa al valico del Moncenisio. Alle spalle il grandioso contrafforte del Rocciamelone. Tutta la zona è ottima per il campeggio, ma il forte semra privo d'acqua.

[Il Forte Pampalù fu costruito nel 1891 ed era formato da due parti: la Batteria Superiore armata con 6 cannoni da 15 Grc/Ret e 2 mortai da 15 a la Batteria Inferiore dotata di 2 cannoni da 15 Grc/Ret e 2 mortai da 15 . A monte era stato costruito l'osservatorio chiamato Blockhaus Truc Venezia usato anche come stazione eliografica della linea di comunicazione fra la piazzaforte di Susa con quella del Moncenisio. Il forte venne dismesso subito dopo la prima guerra mondiale e gli edifici dell'opera vennero utilizzati come depisito di esplosivi. Il 4 giugno 1920 avvenne un'esplosione fortuita che oltre a provocare 2 vittime causò il crollo di parte delle murature. Durante gli anni '30 all'interno del forte venne installata la 208 Batteria G.a.f. armata con cannoni da 149/35 battenti l'altopiano del Moncenisio. La Batteria Inferiore era dotata di due piazzole poste perpendicolarmente fra loro: la Fronte Sinistra, era armata con 2 cannoni da 15 G.R.C. Ret. e batteva la zona che andava da Ferrera Cenisio sino a Giaglione; La Fronte Destra tirava, con i suoi 2 mortai da 15, il fondovalle della Valcenischia.]

Ritornati nuovamente al bivio, la strada prosegue sempre ripida con fondo alquanto sassoso; lasciato definitivamente il bosco di pini, dopo alcune curve, si continua a mezzacosta attraversando i pascoli sino ad un nuovo bivio. A destra una breve diramazione segnalata, conduce ai casolari del Truc visibili un po più in basso. Proseguendo invece a sinistra il fondo peggiora e dopo un paio di svolte la strada giunge ad un piccolo pianoro tra i pascoli (km. 17 - m. 2000). Qui un cartello segnala la direzione per il Rifugio Cà d'Asti che si nota benissimo ad occhio nudo a quota 2834 m. sotto la vetta del Rocciamelone. Subito dopo è piazzato un cartello di senso vietato che ritengo abbia il solo significato di indicare un ulteriore peggioramento del fondo stradale, sino alla impraticabilità. Infatti, proseguendo, dopo un km. la strada, molto sconnessa, scompare tra i pascoli ed è materialmente impossibile proseguire dato che ci si trova su un declivio. A 100 m. in linea d'aria è situata una casamatta uso rifugio (chiusa) dietro alla quale sono i ruderi del Forte La Riposa (2205 m.) ridotto praticamente ai soli muri. Dai vuoti del tetto spicca la maestosa vetta del Rocciamelone con la statua della Madonna ben visibile con il binocolo. Davanti al rifugio una breve galleria attraversa la dorsale e potrebbe essere utile in caso di maltempo.

[In realtà ciò che Lorenzo identifica come Forte la Riposa trattasi dei baraccamenti e magazzini raggiunti dalla teleferica Cugno - Cà d'Asti realizzati negli anni '40 in funzione delle 7 opere difensive tipo 7000 e armate con mitragliatrici che avrebbero dovuto sorgere lungo il costone che divide i valloni del Marderello da quello del torrente Crosiglione, partendo da Grangia Plan Bacias sino al Cà d'Asti. La linea difensiva del Rocciamelone rimase però solo sulle carte; nessuna opera fu mai iniziata.]

Di qui la vista spazia sui ghiacciai e le vette del Giusalet e d'Ambin, fino al Sommeillerm, al Vallonetto, al Seguret. Di fronte il colle delle Finestre, l'Orsiera, il Ciantipalgna con tutto il bacino della Dora fino a Torino, perfettamente visibile con tempo limpido. Il tracciato, abbastanza stretto ma tutto percorribile anche in auto, è delimitato da paracarri e numerose sono le piazzole di manovra.

L'itineario oggi descritto da Massimo Peverada sul suo sito di Mtb

 

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