|
Le Strade dei Cannoni - Valle Orco - Ceresole Reale |
||
|
Guida al Sentiero Chabod per il colle Nivolet - ex strada militare |
||
|
Accesso : Si risale la Valle Orco sino a raggiungure Ceresole Reale. Si prosegue quindi per circa 4 chilometri raggiungendo e superando la borgata di Chiapili di Sopra. Il punto di partenza, ben visibile e segnalato da un cartello che non si può non vedere si trova a sinistra della strada asfaltata in località Alpe Blengiat a 1830 m. Conviene però parcheggiare a Chapili di Sopra in quanto nel punto di partenza del sentiero Chabod la carreggiata è molto stretta e non offre allargament adatti al parcheggio. Dislivello in salita : 800 m. Tempo di percorrenza : 3.30 ore Cartografia: I.G.C. 1:50.000 n.3 <Il Parco Nazionale del Gran Paradiso> |
||
|
gg |
||
|
Il sentiero Renato Chabod ricalca in massima parte il tracciato dell'antica strada militare costruita in epoca triplicista [1905-1910] dal Regio Esercito Italiano con l'intento di collegare la Valle Orco con la Valle Savara attraverso l'altopiano del Nivolet. [Attualmente la toponomatica propende per il nome Nivolè. Io però, mi attengo fedelmente alle diciture militari dell'epoca]. La strada ex-militare fu costruita mirabilmente e ancora oggi è possibile ammirare le strutture [carreggiata, tornanti, muri di sostegno in pietra] che pongono la strada di diritto nell'elenco dei capolavori d'ingegneria militare. Il ripristino e la manutenzione del Sentiero Renato Chabod è iniziato nel 1999 a cura dell'Associazione Amici del Gran Paradiso, ed è stato reso possibile grazie alla collaborazione del Rotary Club di Cuorgnè e Canavese, del Soroptimist Club Ivrea-Canavese del gruppo Ana XI Zona, dell'Ente Parco Nazionale del Gran Paradiso, dell'impresa Roberto Rolando Quendo e del comune di Ceresole Reale La strada ex-militare. oggi sentiero Chabod, si presenta subito in ottime condizioni con fondo compatto, inerbito e i muri di sostegno perfettamebte al loro posto. Si supera un ponte in legno recentemente sistemato dal comune di Ceresole e si prosegue parallelamente alla strada asfaltata fino ad immettersi in essa dopo circa 1 km. Si cammina sull'asfalto per qualche centinaio di metri e poco oltre un tornante si riprende a destra la strada militare, in corrispondenza di un gruppo di baite. Dopo un paio di ampi tornanti, si segue un lungo diagonale in salita raggiungendo lo spiazzo che fungeva da piazzola di sosta. Si prosegue diritto [a destra si noterà la mulattiera ex-sentiero di caccia reale che conduceva all'Alpe Moncialet] e dopo aver oltrepessato un ponte di legno si ritorna sulla strada provinciale principale. Si percorre nuovamente un breve tratto di asfalto fino ad un tornante, dove un cartello giallo ci indica la strada militare sulla destra. Si supera un altro ponte in legno e si incomincia a salire grazie ad una lunghissima serie di tornanti [taluni un pò franati] lasciando sull'opposto versante le baite dell'Alpe Renarda. Lungo il sentiero sarà impossibile non notare i gigantesci tralicci dell'alta tensione. Si raggiunge il ripiano dell'Alpe Buffà [2224 m] favoloso balcone panoramico. Lago del Serrù e Agnel in primo piano; dietro la catena montuosa che abbraccia il gruppo della Levanna, la Cima del Carro, la Galisia, la Vaudala sino al Taou Blanc. Si riprende a salire sino a raggiungere il sentiero che a destra conduce al casotto del Guardia Parco del Bastalon. Dal casotto [fontana.. l'unica!] si sale alla strada reale di caccia che si segue svoltando a sinistra fino al laghetto di quota 2461. E' opportuno notare che dal ripiano dell'Alpe Buffù il percorso non ricalca più quello della strada militare del 1905 che proseguiva diritta fino ad innestarsi nella odierna strada asfaltata. Riprendiamo però il sentiero... eravamo rimasti al laghetto di quota 2462 che praticamente s'affaccia sulla strada provinciale asfaltata. Si segue la strada asfaltata per un breve tratto sino a deviare a destra seguendo le traccie di una mulattiera [prendere come punto di riferimento il gigantesco parallelepipedo in cemento armato che fungeva da stazione intermedia della teleferica Ceresole - Colle del Nivolet costruita dal genio militare negli anni '40 contemporaneamente alla rotabile del Colle del Nivolet. Per approfondire la storia della strada militare del '40 e delle opere del Vallo Alpino in Valle Orco vedere <le strade dei cannoni> ] Si raggiungono quindi le rocce del Nivolet. Con un'ultima salita diagonale si raggiunge nuovamente la provianciale che si percorre per un ulteriore tratto. Prima dello spiazzo denominato "punto panoramico" si scorge sulla destra una cengia ascendente [targa indicatrice infissa nella roccia] che si raccorda alla fantastica strada reale di caccia che con alcuni tornanti lastricati e tratti in sopraelevata sostenuti da spettacolari muretti a secco si affaccia sulla Valsavarenche nei pressi di un piccolo laghetto. In breve si raggiunge il Rifugio Città di Chivasso [2604 m]
Bibliografia consigliata per approfondire la figura di Renato Chabod e gli splendidi percorsi che si trovano nel Parco del Gran Paradiso : Guido Novaria, Giovanni Dematteis : Quattro passi in paradiso, 30 itinerari nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, Priuli & Verlucca Guido Novaria, Giovanni Dematteis : Renato Chabod e il Gran Paradiso, collana NOTES Alpini, Editrice Libreria dell'Orco, Rivarolo Canavese. |
||
|
Planimetria |
||
|
L'associazione è nata a Ceresole Reale, la capitale del versante Piemontese del Parco Nazionale del Gran Paradiso, nel febbraio 1996 con lo scopo di valorizzare la <risorsa montagna> attraverso il ripristino di sentieri, l'organizzazione di appuntamenti alpinistici, sci-alpinistici ed escursionistici oltre a tutta una serie di eventi legati alla montagna [rassegne di concerti, conferenze, presentazioni di libri di montagna]. sede dell'Associazione è la Cà del Meist a Ceresole Reale in borgata Capoluogo 3 poco dietro il palazzo del Comune. L'ufficio ospita al piano terreno lo <Sportello Montagna> e una saletta per incontri e proiezioni, utilizzabile tutto l'anno. Al primo piano sono collocati la Biblioteca della montagna <Gianni Oberto> realizzata con il contributo della Regione Piemonte ed il centro documentazione alpina sulle Valli Orco e Soana, inaugurati il 19 settembre 1999. La libreria è consultabile on line attraverso il sito della biblioteca di Ivrea alla quale la Gianni Oberto è collegata. La base operativa dell'associazione è invece posta presso il confortevolissimo Rifugio Massimo Mila che si trova in Borgata Villa 9 (vertice occidentale del Lago, ampissimo parcheggio). Telefono del rifugio : 0124 953230 Sportello Montagna [Tel 0124 953262] Ufficio guide alpine, notizie meteo, informazioni su sentieri, itinerari, rifugi. Organizzazione di ascensioni, gite, trekking, corsi di arrampicata sportiva, sci-alpinismo, uscite con racchette da neve; corsi di avvicinamento alla montagna e alla natura per le scuole. |
||
|
Per
suggerimenti, idee, commenti contattatemi: E-mail |
||