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Le Strade dei Cannoni - Schede Tecniche |
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Elementi di fortificazione : il Calcestruzzo |
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Nel Luglio del 1934, il Ministero della Guerra nel suo manuale <Memoria tecnica dei lavori di fortificazione permanente> dedicò un intero capitolo su come utilizzare il cemento da utilizzarsi nella costruzione delle opere del Vallo Alpino. Componenti del calcestruzzo : 1. Leganti I leganti dovevano essere di composizione omogenea costante e di buona stagionatura. Per essere sicuri che il cemento possedesse tali requisiti e per accertare le qualità fisiche e meccaniche sarà necessario che periodicamente o partita per partita il Direttore dei Lavori ordinass le prove di controllo del caso in modo da stabilire che il cemento non contenesse più del 2% di anidride solforica e più del 3% di ossido di magnesio, giacché tali elementi, se in quantità superiori a tali limiti, possono col tempo essere causa della disgregazione delle malte e dei calcestruzzi. Il cemento doveva tassativamente essere quello a lenta presa tipo Portland. 2. Sabbia La sabbia doveva essere pulita e scevra di qualsiasi sostanza eterogenea. Aveva buoni requisiti la sabbia dei letto dei fiumi o torrenti oppure delle cave ed era da preferirsi, per la purezza e per la forma irregolare ed a spigoli vivi dei suoi granuli, quella ricavabile artificialmente frantumando rocce cristalline, calcaree compatte, marmi, arenarie forti a grana fine, basalti, travertini e lave. Un altro accorgimento importante era quello di fare in modo che i granuli componenti la sabbia non fossero tutti della medesima grossezza né che fossero troppo grossi o troppo piccoli. I rischi erano: nel caso di granuli troppo grossi avrebbero dato origine nella malta a molti vuoti che non potevano essere tutti facilmente riempibili col legante che si impiega, donde minor compattezza ed omogeneità del calcestruzzo; nel caso opposto, cioè con granuli troppo minuti, si sarebbe uttenuto un impasto molto smagrito 3. Ghiaia o pietrisco La ghiaia o pietrisco, come la sabbia, dovevano essere perfettamente puliti e scevri da materie eterogenee ed accuratamente lavati prima dell'impiego.Non si dovevano mai impiegare per la formazione del calcestruzzo rottami provenienti dalla demolizione di strutture murarie di qualsiasi genere 4. Acqua In linea di massima era valido il principio che il calcestruzzo che dava il miglior risultato é sempre quello che contiene la minima quantità di acqua occorrente per l'impasto. Non bisognava quindi abbondare nell'impiego di tale elemento la cui dosatura é di somma importanza per la riuscita del calcestruzzo e non doveva essere quindi lasciata all'arbitrio ed alla inesperienza di un manovale o garzone qualsiasi, che <dovendo manipolare il conglomerato, avrebbe tutto l'interesse di impiegare abbondante acqua, che, rendendo fluido l'impasto, gli permetterebbe di risparmiare fatica.> Buone acque per la formazione dell'impasto di calcestruzzo erano considerate quelle di fiume, di lago, purché limpidissime e quelle di pozzo. Mai si impiegherà l'acqua di mare, salsa, selentinosa o decalcificante. 5. Miscela : La migliore miscela per la formazione di 1 mc. di calcestruzzo destinato a costruire le parti esposte al tiro delle opere di difesa, era quella in cui gli elementi entravano nelle seguenti proporzioni : cemento Kg. 400; ghiaia mc. 0,900; sabbia mc. 0,300; acqua 12% del volume del conglomerato in opera. 6.Impasto : L'impasto non andava mai fatto sulla nuda terra, ma su apposito tavolato oppure sopra pavimento di pietra o mattoni purché ben puliti. Si mescolavano a secco ripetutamente, prima il cemento con la sabbia finché la miscela assuma colore uniforme, poi questa mescolanza con la ghiaietta o col pietrisco, ed in seguito si aggiungeva l'acqua con ripetute aspersioni continuando a rimescolare l'impasto fino ad ottener la consistenza voluta. 7.Collocamento in opera del calcestruzzo : Appena pronto il calcestruzzo, trasportato sul luogo in recipienti che dovevano essere mantenuti sempre ben netti mediante lavatura, veniva collocato in opera e sottoposto, a seconda dell'importanza dell'opera, a battituta meccanica o manuale da effettuarsi fino a quando l'acqua cominciava a rivelarsi alla sua superficie e protratta anche alquanto dopo manifestarsi di questo indizio. Ultimato il getto e la battitura del calcestruzzo, occorreva provvedere a preservarlo dal rapido asciugamento specialmente durante la stagione calda o ventosa, coprendolo nei primi 5 o 6 giorni con sacchi o tele bagnate o mantenute umide; tolti i sacchi, bisognava continuare la bagnatura per 20 giorni almeno. Ciò era particolarmente importante perché il rapido passaggio dallo stato umido allo stato secco tendeva a provocare screpolature nella massa del conglomerato che ne potevano compromettere la resistenza. Dovendo compiere lavori di calcestruzzo di cemento in condizioni di bassa temperatura (ad esempio alta montagna) che avrebbe ritardato la presa del conglomerato, era necessario, quando la temperatura non fosse inferiore a -5°, eseguire gli impasti aggiungendo all'acqua dal 2 al 6% del suo peso, a seconda della temperatura, di carbonato di sodio, oppure impiegando il cemento alluminoso. Era da evitarsi l'esecuzione dei lavori con temperature ai disotto dei 5°
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