Le Strade dei Cannoni - Schede Tecniche

1938. Il primo segnale della crisi

 

All'inizio del 1938 incominciò ad allungarsi sul Vallo Alpino, e quindi su tutte le opere militari inerenti la difesa delle frontiere, una lunga ombra nera, che poco a poco avrebbe avvolto inesorabilmente tutti i cantieri aperti sulle Alpi Occidentali, vanificando tutti gli sforzi compiuti fino a quel momento dall'Amministrazione Militare, nel tentativo di completare e rendere efficiente il sistema fortificato sul confine italo - francese. La crisi economica e finanziaria.

I primi sentori, a vero dire, si erano già avuti nel 1937 quando la Direzione del Genio di Roma aveva incominciato a respingere vari progetti, invitando i Comandi dei Corpi d'Armata a stilare capitolati di lavoro da svolgersi in 'economia' . Il 9 agosto 1938, il Ministero della Guerra, Direzione Generale del Genio, trasmise a tutti gli uffici del Genio Militare una direttiva firmata dal ministro Dall'Ora, contenente aspri rimproveri ai dipendenti del Genio incaricati di condurre l'andamento dei lavori difensivi e stradali, accusati di varie manchevolezze e leggerezze nei confronti delle imprese civili impegnate nei lavori del Vallo Alpino.

La durezza dei toni usati dal ministro, mitigati solamente in parte nelle frasi conclusive della lettera, crearono parecchio malumore ed irritazione fra gli ufficiali appartenenti agli uffici tecnici della Divisione Lavori difesa. Tutti i progettisti a disposizione lavoravano contemporaneamente su più progetti, i vari ufficiali incaricati della Direzione dei Lavori seguivano simultaneamente il lavoro di più cantieri, correndo da una località all'altra e cercando di risolvere nel migliore dei modi i vari problemi che di volta in volta si verificavano, facendo il più possibile gli interessi dell'Amministrazione Militare, ma cercando anche di mantenere un buon rapporto con le varie imprese appaltatrici.

Non fu una lettera felice quella del ministro Dell'Ora. I problemi c'erano, é innegabile, i soldi incominciavano a scarseggiare in maniera preoccupante, ma forse il ministro avrebbe dovuto affrontare l'argomento con un poco più di tatto e diplomazia.

Questa lettera, che viene riportata quasi integralmente, segnò l'inizio del declino del Vallo Alpino che affondò poi inesorabilmente portandosi con se un inquietante mistero che non potrà mai essere risolto : 'se completato, il Vallo Alpino avrebbe fermato un esercito invasore ? [A tal proposito leggi ForumValloAlpino1]

 <Ministero della Guerra - Direzione Generale del Genio - Divisione Lavori - Sezione III Roma, 9 agosto 1938 - XVI

Oggetto : Situazione finanziaria lavori difesa e stradali e direttiva circa lavori difensivi.

L'esame dei progetti e documenti vari che pervengono a questo Ministero e recenti sopralluoghi ed ispezioni effettuati dagli ufficiali generali delegati dallo scrivente, hanno messo in luce alcuni inconvenienti e manchevolezze che potevano essere evitati e che non debbono assolutamente più ripetersi nell'avvenire.

Richiamo l'attenzione su quanto appresso :

Lavori stradali - Studio di progetti da parte delle imprese

Per le strade da progettare a cura delle imprese alcuni Uffici Lavori hanno approvato, con discutibile senso di opportunità, progetti di strade in cui é chiaramente rilevabile, da parte delle imprese progettiste, la preoccupazione di adattare il tracciato ai propri interessi economici limitando al minimo gli scavi ed i movimenti di terra pagati al metro lineare con unico articolo 'ricavo sede stradale' ed aumentando invece nel contempo i muri di sostegno e le opere d'arte pagate a parte con appositi articoli per essere redditizi. In altri casi le imprese stesse esagerano negli scavi poiché ricavano in tal modo materiale di utile impiego e poscia, basandosi sui forti scavi eseguiti, avanzano riserve e pretese di compensi.

Qualche altro ufficio per contro, in talune circostanze, richiede o prescrive alle imprese, ingiustificate rettifiche di tracciato per aumentare i raggi delle curve e diminuire le pendenze, anche in limiti eccedenti quelli logicamente imposti dalle caratteristiche della strada da costruire, provocando in tal modo il giusto risentimento delle imprese stesse per i maggiori ingiustificati oneri ad esse derivanti e conseguente presentazione di memoriali e riserve e creazione di strascichi e pendenze di carattere amministrativo, contenzioso e giudiziario che possono e debbono essere evitate. Necessita pertanto che, dell'elasticità del capitolato e dei poteri discrezionali riservati alla direzione dei lavori, venga fatto un equo e giustissimo sfruttamento in modo da ottenere opere tecnicamente perfette e con caratteristiche adeguate al loro tipo di importanza, evitando però nel contempo di essere troppo remissivi con le imprese o di addossare ad esse oneri ingiustificati non rientranti nello spirito e nella logica interpretazione dei contratti.

Contabilizzazione dei lavori

Non sempre il personale addetto alla contabilizzazione dei lavori e particolarmente quello avventizio, si dimostra adatto alla bisogna. Recenti revisioni ed ispezioni amministrative nonché segnalazioni degli stessi capi uffici lavori hanno dimostrato alcuni casi di palese ignoranza delle più elementari prescrizioni dei capitolati d'appalto e purtroppo, anche qualche esempio (raro) di evidente offesa degli interessi amministrativi. Nel mentre si é provveduto per le sanzioni del caso a carico dei responsabili, richiamasi l'attenzione dei capi ufficio lavori sulla necessità d'intensificare la loro azione di istruzione e valorizzare sempre meglio l'opera degli idonei e di eliminare, senza ritardo o reticenze, gli incapaci. Particolare attenzione deve essere posta alla regolare tenuta dei documenti e registri prescritti e particolarmente: giornale del direttore dei lavori, libretti di misure, libretto delle note settimanali e verbali di incominciamento, sospensione, ripresa e compimento dei lavori.

Tener fermo il principio che, nei lavori militari in genere e particolarmente nei lavori di difesa, non deve essere perduta una sola giornata lavorativa e che sfruttare male il tempo a disposizione é delitto di lesa patria perché ritarda l'esecuzione di opere di importanza vitale e rende possibile la richiesta di revisione di prezzi da parte delle imprese.

Lavori mal fatti da parte delle Imprese.

I lavori militari e quelli difensivi in specie debbono rispondere in tutto ai compiti loro affidati eppertanto debbono essere eseguiti senza limitazioni di sorta nella qualità e quantità dei materiali impiegati ed eseguendo il lavoro con tutte le buone norme che l'arte e la tecnica del costruire impongono. Non sono ammissibili quindi opere deficienti o malamente eseguite che al momento del bisogno risultano non rispondenti con grave danno alla difesa. Le opere malamente costruite non debbono essere accettate, neppure con forti riduzioni di prezzo, ma debbono invece essere inesorabilmente demolite e ricostruite da capo a cura e spese delle imprese responsabili. In conclusione pertanto, questo Ministero confida nell'opera assidua e intelligente di tutti i dipendenti organi del genio che tante prove di abnegazione e capacità hanno sempre fornito nelle più delicate e importanti questioni, affinché gli inconvenienti sopracitati vengano eliminati.

Tenere inoltre presente che l'attuale situazione finanziaria impone la più occulta economia ed il massimo sfruttamento dei mezzi a disposizione eppertanto evitare assolutamente sorprese nel campo finanziario attenendosi strettamente a quanto prescritto nelle varie circolari.>

 

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