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Le Strade dei Cannoni - Schede Tecniche |
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Gli esprori per la costruzione delle opere del Vallo Alpino |
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Quando si trattava di espropriare un terreno privato per la costruzione di un'opera difensiva o una strada militare lo Stato Maggiore non andava tanto per il sottile. Il proprietario si vedeva ricevere un atto di esproprio ed ogni protesta o presa di posizione veniva reputata come <gesto di tradimento verso la patria>. Come esempio la storia della teleferica Vievola - Bassa di Pejrafica, ma di episodi analoghi ce ne sono molti soprattutto per quanto riguarda i terreni espropriati per la realizzazione delle strade.
Per i rifornimenti necessari alla vita dei soldati di stanza alla caserma di Peyrafica ed il trasporto dei materiali da utilizzare per la costruzione delle opere di difesa, venne impiantata, nella primavera del 1940, la teleferica Vievola - Bassa di Peyrafica utilizzando, su consiglio dell'Ufficio Teleferisti di Peschiera, il tipo 1A P.B. monofune a movimento continuo della potenzialità oraria di 40 quintali. La struttura della teleferica fu così stabilita : stazione motrice a Vievola - stazione di rinvio a Bassa di Peyrafica - 14 cavalletti di sostegno . L' 8 luglio 1939 l'Amministrazione Militare procedette, prima in località Vievola, quindi alla Bassa di Peyrafica, alla ricognizione ed alla compilazione dello stato di consistenza del terreno da occupare per la costruzione delle due stazioni della teleferica.Mentre il terreno sul quale si decise d'installare la stazione di rinvio era proprietà del Comune di Tenda e quindi di relativamente facile esproprio per l'Amministrazione Militare, diversa era la situazione del lotto di Vievola appertenente ad un privato. L'Amministrazione Militare affrontò il problema con la forza. Il 2 agosto 1939, il Signor S* Pietro, proprietario del terreno su cui era stato deciso che doveva sorgere la stazione motrice della teleferica si vide recapitare a casa il seguente atto di esproprio : <Il Comandante della zona militare di Cuneo VISTA la legge 25 giugno 1865, sulle espropriazioni per causa di pubblica utilità; VISTO il dispaccio del Ministero della Guerra del 3 febbraio 1939 col quale si ordina l'esecuzione dei lavori per la costruzione della teleferica da Vievola a Bassa di Peyrafica; RICONOSCIUTA la necessità di occupare d'urgenza gli immobili destinati all'uso sopraindicato; DECRETA l'occupazione immediata degli immobili del Signor SAVARRO Pietro. La delimitazione e la superficie definitiva dei terreni sarà determinata all'Atto dell'occupazione. L'indennità che l'Amministrazione Militare corrisponderà per l'occupazione temporanea dei terreni sarà ragguagliata all'accumulazione semplice degli interessi (calcolati al tasso del 4%) sul valore capitale che verrà concordato stabilito giudizialmente. Cuneo li 12 luglio 1939. Firmato. generale Vaccari> Il S* si presentò immediatamente alla sezione del genio di Cuneo per discutere la possibilità di evitare l'esproprio almeno dei terreni circostanti alla stazione della teleferica, terreni che aveva appena bonificato e da lui considerati i migliori della proprietà. Fece inoltre presente che già era stato danneggiato alcuni anni prima, quando, per la costruzione della strada Colle Tenda - Vastera dell'Urno gli erano già stati espropriati alcuni ettari di terreno. La domanda scritta del S* terminava con una osservazione di carattere tecnico, mettendo in dubbio che il tracciato delle teleferica fosse stato ben progettato : <[..] A parer mio, il terreno di mia proprietà che si vuole espropriare, forma un lotto molto distante da Vievola e quindi mi riesce difficile credere che sia utilizzato per il tracciato della teleferica>. L'osservazione non piacque alla Direzione dei lavori, che rispose al S* invitandolo a non immischiarsi in discussioni tecniche non di sua competenza e di attenersi alle disposizioni ufficiali decretate per 'Sacre Motivazioni di Difesa della Patria'. La teleferica fu costruita dall'Impresa Sacco&Giacobbe in 40 giorni e fu consegnata funzionante all'Amministrazione Militare il 29 settembre 1939. La stazione motrice di Vievola, costruita sul terreno del Signor S* era ubicata in località Cascine sul ciglio sinistro della strada comunale di Deveglio. Era costituita da due fabbricati : la stazione motrice vera e propria ed un piccolo corpo di guardia annesso, costruito in muratura di mattoni. Subito dopo la guerra, intenzionato a riavere il suo terreno, il S* s'affrettò a scrivere all'Amministrazione Militare. <Il sottoscritto S* Pietro ESPONE : Fin dal 1939 l' A.M. occupava in Tende una non piccola superficie di terreno di proprietà del ricorrente per adibirla a Stazione di teleferica militare senza che a tutt'oggi sia stato corrisposto un qualsiasi indennizzo od anticipo sulla rilevante somma spettantegli. Oltre all'occupazione del terreno è pure stato quasi completamente demolito un fabbricato rurale allo scopo di ricavare materiale utile per le costruzioni militari, e anche per questo danno, nessun indennizzo è stato sino ad oggi corrisposto. La scorporazione del terreno dalla restante proprietà, ha causato rilevanti danni, sia per il minor prodotto che la restante superficie da, quanto e soprattutto per l'interruzione dell'attività turistica alla quale la proprietà era avviata. Infatti l'occupazione ha interessato quasi per intero la parte pianeggiante stroncando la realizzazione di un progetto non solo ben elaborato, ma addirittura in via di esecuzione, che mirava a far sorgere nella ridente zona delle Alpi Marittime, un signorile villaggio di soggiorno estivo-invernale. Il ricorrente credette opportuno che le cose prendessero il loro naturale sviluppo, e per questo solo motivo, non aveva prima d'ora elevato alcuna protesta. Oramai si rileva chiaramente che tutte le costruzioni fatte dall'Amministrazione Militare non solo sono inutili, ma agli effetti dell'economia Nazionale addirittura dannosi, è stata completamente ripiegata la corda metallica della teleferica, lo stesso fabbricato della stazione della teleferica è stato seriamente danneggiato, come pure danneggiati sono i restanti fabbricati che, completamente vuoti vanno, giorno per giorno peggiorando la loro stabilità. Per custodire simili ruderi, il Governo dovrebbe, come in effetti fa, pagare un custode 60.000 lire l'anno, mentre per converso il vecchio proprietario che più nessun utile ritrae dalla vecchia proprietà, deve continuare a pagare le imposte. Il sottoscritto chiede che gli venga restituita la proprietà ed in pari tempo gli siano corrisposti i fitti per il periodo in cui la proprietà è stata occupata; il sottoscritto è pure disposto a rilevare (in quanto economicamente utilizzabili) tutti quegli impianti che l'Amministrazione Militare credesse di abbandonare sul terreno. Gassino Torinese, 1 ottobre 1945> La risposta arrivò al S* nel 1950, non dal Ministero della Difesa italiano bensì dal Comando dell'Armée de Terre francese. L'intera Valle Roja, in base al trattato di pace fra la Francia e l'Italia del 1947, era passata francese e di conseguenza tutte le opere militari dell'ex Vallo Alpino. L'Armée restituì il terreno al legittimo proprietario insieme ai fabbricati della teleferica che divennero proprietà privata del S* al quale fu lasciata massima libertà di scelta: riutilizzare il complesso oppure raderlo al suolo. Naturalmente i costi della demolizione o del riattamento erano a carico del proprietario. Qui s'interrompe il filo della storia che sono riuscito con grande difficoltà a ricostruire fino a questo punto, per cui non ci é dato a sapere quali furono le decisioni prese dal S*. Probabilmente vendette il terreno con i due fabbricati militari così come gli erano stati consegnati. Ma é soltanto una supposizione in base al risultato dell'indagine sul terreno effettuata a Vievola. La stazione della teleferica ed il corpo di guardia non vennero rasi al suolo ed oggigiorno fanno parte del Centro Ippico e Golfistico di Vievola che le utilizza come deposito attrezzi e garage delle 'macchinine' adoperate dai golfisti.
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