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Le Strade dei Cannoni - Schede Tecniche |
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I pilastrini di orientamento |
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Con la circolare 4500 del 16 Marzo 1929 Il Ministero della Guerra - Gabinetto del Ministro - Ufficio Coordinamento, prescrisse che venissero gradualmente stabiliti, in tutte le zone di frontiera, pilastrini di orientamento, analogamente a quanto era stato fatto l'anno precedente per la frontiera orientale. I suddettiu pilastrevano essere posti solo nelle località topograficamente più importanti, purché non troppo ravvicinate al confine, e cioè in quei punti del terreno che meglio si prestavano per facilitare l'orientamento a chi giungeva nuovo nella zona. Erano solitamente costituiti da un pilastrino a tronco di piramide quadrata sormontato da una lastra in pietra, quadrata. Le quattro facce del cippo dovevano essere orientate esattamente ai quattro punti cardinali e sulle facce verticali della lastra superiore di pietra erano incise le direttrici di orientamento per le località militarmente più importanti all'orizzonte. Il Comando della Divisione Militare di Cuneo, a norma del dispaccio Ministeriale, inoltrò le proprie proposte relativamente al territori di sua competenza, così come il Comando del Corpo di armata di Torino ed il comando del Genio di Imperia. Lo studio dell'ufficio staccato di Cuneo prevedeva la costruzione di 19 pilastrini di orientamento, dei quali 8 ad altitudine inferiore ai 2.500 metri ed 11 ad altitudine superiore. All'atto dell'approvazione di tali studi, la stagione lavorativa era tanto inoltrata che non fu possibile iniziare i lavori neanche per i pilastrini da ubicarsi più a bassa quota. Negli studi stessi si suggeriva di sfruttare come pilastrini di orientamento alcuni di quelli facenti parte della rete trigonometrica di Artiglieria, ma il 10 dicembre 1929 il Ministero della Guerra, con dispaccio 4688 ordinò di non ingenerare confusioni. Il programma d'installazione dei pilastrini d'orientamento riprese nel marzo del 1930, con lo studio della precisa ubicazione dei pilastrini, tenuto conto del dispaccio 4688 del Ministero della Guerra. Per ogni pilastrino furono effettuati 2 sopralluoghi: il primo per individuare la posizione esatta che esso avrebbe dovuto avere e per tracciare le linee di orientamento, ed il secondo per il piazzamento della piastra di pietra che era stata costruita sulla base degli elementi definiti dal primo sopralluogo. Al primo sopralluogo partecipavano, di regola, un Ufficiale topografo del Comando di Artiglieria del Corpo d'Armata (oppure un Ufficiale Alpino già Ufficiale topografo alle dipendenze dell'Istituto Geografico Militare) con un Ufficiale o funzionario dell'Ufficio riferente. Al secondo sopralluogo si recava invece solamente l'Ufficiale o il funzionario dell'ufficio riferente. Per la messa in posa dei vari pilastrini furono create delle squadre apposite per ogni territorio di competenza, formate da 12 uomini e 6 muli provenienti dai reggimenti 1° e 2° Alpini.
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