Le Strade dei Cannoni - Schede Tecniche

La ventilazione nelle opere del Vallo Alpino

L'argomento <ventilazione delle opere> è un argomento fondamentale per le fortificazioni che a mio avviso è sempre stato un pò sottovalutato. Tutte le relazioni degli alti comandi tedeschi e francesi che ho letto relativamente alla conquista delle opere Maginot in Francia durante l'attacco del 1940 (ad esempio La Fertè) è stato realizzato mediante il gas in relazione alla scarsa capacità difensiva degli ouvrages dagli attacchi chimici. I francesi ammettono di aver sottovalutato il problema.

Iniziamo il discorso della ventilazione relativamente alle opere del Vallo Alpino, leggendo un brano tratto da <Memoria tecnica dei lavori di fortificazione permanente> Ministero della Guerra. Luglio 1934

<Dalle esperienze é stato dedotto che il consumo medio orario di ossigeno per uomo varia da 20 litri circa a uomo per individui che riposano, a 23 litri circa per individui che so muovono, fumano ed in parte (2 a turno) lavorano; la produzione media oraria di consumo dei carboncini varia da litri 16,5 circa nel primo caso e litri 21 circa nel secondo caso; l'umidità relativa all'aria non ha grande importanza, mentre quella assoluta ha notevole influenza sul benessere della truppa; la temperatura non ha notevole importanza perché essa non raggiunge limiti molesti. Anche le esalazioni del corpo non risultano essere nocive alla salute.>

Si stabilirono quindi sufficienti per ricoveri ermetici di guerra (parliamo in particolare dei centri di fuoco) capacità di mc. 0,500 per uomo-ora alla temperatura ordinaria. S'intendeva però che gli occupanti dovessero ridurre l'attività sia fisica che intellettuale [giuro! letta sulla< Memoria tecnica dei lavori di fortificazione permanente> del Ministero della Guerra] al puro indispensabile, adottando mezzi d'illuminazione che consumavano la minor quantità di ossigeno (elettrica).

Per ottenere una buona abitabilità delle opere si doveva provvedere quindi a :

1. favorire anzitutto la ventilazione naturale;

2. permettere l'immissione di aria esterna a mezzo di impianti meccanici che ne permettano anche in caso di bisogno, la filtrazione;

3. permettere il prolungamento della durata di utilizzazione dell'aria interna a ricovero ermetico a mezzo di impianto meccanico di rigenerazione dell'aria.

La ventilazione naturale si favoriva disponendo a diverso livello gli ingressi e le casamatte e munendo i ricoveri di canne di ventilazione sboccanti superiormente all'aria aperta in località dove sia difficile il ristagno dei gas e non facile il colpirle. La ventilazione artificiale invece si realizzava mediante oppurtune prese d'aria esterne. <Un ventilatore V adduce aria dall'esterno attraverso il filtro F ed espelle dal locale attraverso apposite aperture la miscela d'aria. Per il benessere degli occupanti si deve addurre nell'ambiente tanta aria da assicurare la sostituzione dell'ossigeno consumato, da evitare che il CO2 espirato nell'ambiente raggiunga valori eccessivi e di tenere il grado di umidità relativo così basso che non si manifestano disturbi di sorta.>

Nei riguardi dell'umidità si deve considerare che la permanenza in un ambiente diventa intollerabile, quando l'aria alla temperatura del corpo umano (37°) ha un grado di umidità corrispondente alla completa saturazione (100%) di umidità relativa. Diveniva quindi indispensabile che gli impianti di ventilazione artificiale avessero prese d'aria interne a manichette flessibili per aerare anche gli angoli più nascosti dei ricoveri. Per i centri di resistenza il ventilatore centrifugo era azionato solo a mano ma in un secondo tempo vennero previsti dei modelli da permettere l'eventuale applicazione del motore fornito dalla ditta specializzata, completo di attacchi alle tubazioni ed al filtro. Le tubazioni per la presa e la distribuzione dell'aria filtrata o diretta, nell'interno dei ricoveri dovevano essere ricavate durante la costruzione dell'opera utilizzando i materiali più economici. <Nella scelta dei materiali per le tubazioni si terrà presente che la lamiera zincata o stagnata perde facilmente la zincatura o la stagnatura ed é quindi rapidamente corrosa dall'azione dell'aria. I tubi di ferro Mannesman durano a lungo ma sono costosi.> Siamo alle solite! Volevano costruire il Vallo solido baluardo delle Alpi ... al risparmi. E non dimentichiamo che al'interno... chi difendevano erano poi gli uomini! Alla fine, la soluzione consigliata dallo Stato Maggiore era quella di ricavare, durante la costruzione dell'opera, un canale nel pavimento di calcestruzzo delle dimensioni di 10x10, e da questo derivarne altri lungo la parete, fino ad altezze diverse per meglio distribuire l'aria nei ricoveri. <Tali canali dovranno essere a tenuta perfetta e quindi bene intonacati con cemento.> Ah beh!

 

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