Le Strade dei Cannoni - Valle Maira

Strada militare <dal luogo della Marmora sin sotto i colli del Pelvo e Bicocca> detta dei Cannoni di Ignazio Bertola detta anche Napoleonica

La strada oggi : A seconda dei punti, strada asfaltata, mulattiera, sentiero.

Lunghezza della strada : 26 km circa

Dislivello : 1400 m. versante Varaita - 1650 m. versante Stura Demonte

Cartografia : I.G.C. 1:50.0000 n.7 <Valli Maira - Grana e Stura>

Caratteristiche militari : : Mulattiera della larghezza di 2,50 metri con pendenza media del 22% ma che in certi punti raggiungeva il 40%.

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Costruita dall'amministrazione militare piemontese nei primi anni della guerra di successione d'Austria [1743], collegava le posizioni difensive dell'alta Val Varaita con le Barricate della Val Stura di Demonte attraverso la Val Maira. Nei documenti dell'epoca, per motivi di segretezza, veniva chiamata <chemin neuf>, ma la fantasia dei valligiani fu colpita dall'ardito tracciato della comunicazione sicché divenne per tutti <la strada dei cannoni>. Sotto la dominazione francese la strada fu riattata dalle truppe transalpine e si narra che Napoleone in persona ne abbia percorso lunghi tratti. Ma qual'è il vero tracciato di questa strada? Chiunque voglia fare commenti, suggerire soluzioni o meglio ancora esibire prove <storiche>... mi scriva una email.

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La storia di questa strada, con un ampia descrizione dell'ipotetico percorso e i risultati delle ricerche negli archivi e sul terreno [sono andato a fare 7 ricognizioni sul posto], si trova sul libro delle Blu Edizioni :

Le strade dei Cannoni, in Pace sui sentieri di guerra

Il capitolo analizza anche altri possibi tracciati ed emerge una clamorosa sorpresa.

Note sul tracciato

La certezza assoluta che il tracciato della Strada dei Cannoni del Bertola sia quello storicamente ritenuto tale non c'è. Infruttuosi tutti i tentativi che ho fatto presso l' Archivio di Stato di trovare una mappa dell'epoca, con il disegno del tracciato. Il contratto di appalto, datato marzo 1744 e presente negli Archivi di Stato di Torino nel registro Contratti Fortificazioni anno 1744, il cui titolo è <Costruzione di una strada dal luogo della Marmora sin sotto i colli del Pelvo e Bicocca nelle valli Mayra e Varaita> non aiuta a chiarire il dubbio. Anzi questi aumentano perché la descrizione dei lavori da effettuare non depone assolutamente a favore di una comunicazione atta a trainare artiglieria pesante. Lo scritto non prescrive infatti alcuna limitazione di pendenza del tracciato ne la costruzione di muri di sostegno sui tornanti capaci di sostenere il transito di pesi considerevoli. Inoltre, fra le firme in calce del contratto, non è presente quella del Bertola.

A questo punto si prospettano 2 possibilità :

1. Il Bertola costruì la strada, così come sostenuto dai militari del Genio nel 1937, sulla cresta spartiacque fra la Val Varaita e la Val Maira, e la strada di arroccamento che collegava il Colle del Mulo con il Colle Bicocca fu realizzata come semplice mulattiera da utilizzarsi per lo spostamento di reparti e riattata in seguito dalla truppe napoleoniche.

2. La strada fu realizzata dall'esercito sabaudo su progetto del Bertola nella primavera del 1744 per collegare le valli Varaita - Maira - Stura in previsione dell'offensiva franco-spagnola. La comunicazione avrebbe dovuto permettere il trasporto di cannoni ma l'attacco anticipato dei nemici non permise di portare completamente a termine l'opera. La strada fu quindi restaurata e in parte completata da Napoleone nel XIX secolo.

Mano a mano che proseguivo lo studio della Strada dei Cannoni sono andato convincendomi che avessero ragione i militari del Genio di Cuneo e che il tracciato della strada del Bertola sia davvero quello che percorre lo spartiacque Varaita - Maira dal Colletto di Rossana al Colle Bicocca. D'altronde, come si può leggere sul libro <le strade dei Cannoni>, i militari erano assolutamente certi di ciò.

L'unico aiuto parziale l'ho trovato nella <Carta della zona del Colle del Mulo tra le valli Maira e Stura nella fase di Studio delle fortificazioni di Vinadio> del 1832 che riporta, tracciato in rosso, il tracciato della <strada dei cannoni> dal Colle del Vallonetto sino all'attraversamento del torrente Maira. Per contro, una carta del 1744 che riporta gli attacchi delle truppe galloispane in Val Varaita nell'ottobre 1743, indica solamente il Ponte della Catena, già esistente all'inizio del 1700, ma nessun tracciato stradale.

Alcuni storici sostengono di individuare la strada dei cannoni nel Chemin Neuf riportato nella carta <Plan de la Vallè de Stura>. Ma questo non è possibile! La mappa in questione è databile intorno al 1713 mentre la strada fu progettata nel 1744.

Bertola e la sua strada [considerazioni di Giovanni Cerino di Badone]

Le scrivo in merito alle problematiche relative alla "strada dei cannoni" di Ignazio Bertola. La strada in questione NON era assolutamente progettata per il trasporto d'artiglieria, quanto pensata solamente per lo spostamento rapido di truppe dalla Valle Varaita a quella Maira e viceversa. Il supporto d'artiglieria doveva essere trasportato lungo i fondovalle, e raggiungere le truppe attestate a chiusura dei valichi. Pertanto le brigate d'artiglieria, ben due, furono attestate a Saluzzo, pronte ad essere inviate dove ce ne fosse stato bisogno... Le opere erette alla chiusa di Castello in Valle Varaita erano poste in batterie fisse, definite Forti. Di sicuro posso smentire l'esistenza di una linea fortificata continua Monviso - MonteCavallo - Colle della Bicocca. Le opere si interrompevano all'altezza di Monte Cavallo, proprio sul versante di Bellino, lungo quel versante, guarda caso, che gli svizzeri del Traver Grison percorsero assalendo alla gola la Ridotta piemontese. Ignazio Bertola, a sostegno delle truppe poste in quota, inventò proprio in quel periodo il suo famoso cannone scomponibile, sommeggiabile, ideale per essere trasportato su una mulatiera come quella che era in costruzione. Oltretutto, un pezzo da campagna da 8 libbre, "peso medio" della Guerra di Successione Austriaca, giungeva a pesare, lui da solo, una tonnellata. Spesso addirittura la rete viaria di pianura, come puntalmente avvenne nel 1746 durante la controffensiva del Barone Leutrum nell'astigiano, colassò sotto il peso dei traini d'artiglieria; il fango e l'acqua causarono innumerevoli rompicapi agli artiglieri sabaudi. Oltretutto... carrimatti, tombarelli, carri munizione... che razza di strada si doveva realizzare per trasportare un simile parco d'artiglieria (e parliamo di pezzi da campagna!)? Si pensi che per superare un dislivello tutto sommato modesto, per trascinare i traini, il successore del Bertola, Lorenzo Bernardino Pinto Conte di Barri, fu costretto a realizzare davanti al Forte di Exilles quella spettacolare costruzione che è la Rampa Reale che ancora oggi, una dei pochi resti dell'Opera settecentesca, fa ancora bella mostra di sè.

Non so quanto Napoleone centri con queste strade... penso poco o nulla. Le mulattiere in quota furono sempre mantenute in efficenza, e rividero il transito di ingenti quantitativi di truppe durante la Guerra delle Alpi (1792-1796). E' prassi comune come i luoghi di quella guerra rimangano nella memoria popolare come "napoleonici", sebbene Napoleone c'entri ben poco!

Dunque... come fonti archeologiche consiglio una visita al Museo d'Artiglieria di Torino... tanto per toccare con mano "quanto è" un cannone della prima metà del XVIII secolo e i pezzi scomponibili Bertola.

In Archivio credo siano estremamente utili gli atlanti di Daniele Minutoli, che scrisse pochi anni dal termine del conflitto una monumentale relazione sulla Guerra di Successione Austriaca. Ne esiste copia sotto la Stroia della Real Casa... ma non mi ricordo l'esatta collocazione. Le tavole, collezionate in due volumi, sono di una bellezza assoluta, e molte riportano reti stradali e mulattiere, e mi ricordo la Valli Varaita e Maira... ma non cercavo allora di stabilire il percorso della stada del Bertola!

Un immagine di Ignazio Bertola [Archivio Giovanni Badino di Cerone]

Il quesito di fondo, rimane questo: quale è la strada del Bertola? Quella che dalla Colletta di Rossana arriva sino al Colle della Bicocca o quella che dal Colle della Bicocca arriva al colle del Mulo attraversando la Val Maira??? Ecco cosa dice al riguardo Giovanni Cerino di Badone:

Partiamo da una semplice constatazione... nel 1749 il "Servitio Secreto" sabaudo, che non è ahimè un'invenzione di Carlo Marcato, si proccupò di redigere la situazione dei passi alpini e delle strade utilizzabili ed utilizzate durante la recente guerra appena trascorsa. La relazione non fu fatta da un topografo di corte, ma dal Capitano Jean Baptiste Rouzier, in servizio presso il Reggimento Audibert, ed incaricato durante il conflitto di organzizzare incursioni n territorio delfinale con bande di miliziani valdesi, quanto di meglio si poteva chiedere all'epoca per la guerra in montagna. La Relazione, ora all'AST, Corte, Carte dell'Archivio Segreto, 7 F 1, segnala che alla FINE della Guerra di Successione Austriaca non esistevano di fatto per l'artiglieria passi transitabili tra le Valli Maira e Varaita, nè tantomeno strade di nuova costruzione. In Val Maira, parlando del cammino che va al Colle Maurin, il nostro Rouzier ci dice; l'artiglieria potrebbe passare, a patto di risistemare il fondo. Ossia, a tutto il 1749, nessuno ci aveva ancora lavorato! Sono del perfettamente d'accordo con la sua ipotesi che la strada del Bertola si sviluppasse sulla linea di cresta. E questo ha una sua logica.

Rouzier ancora informa i suoi superiori che, oltre ai grandi passi come l'Argentera e i colli dell'Agnello, non vi sono passi di confine transitabili con affusti d'artiglieria, ad eccezione di alcuni, come quello delle Munie e il Lautaret, praticabili con bestie da soma. Lo sforzo fortificatorio si concentrò a chiudere la Valle Varaita di Castello, e quella di Bellino, che come i fatti dell'ottobre del 1743 avevano dimostrato, poteva tranquillamente rientrate negli obbiettivi tattici di una armata d'invasione discesa dal colle dell'Agnello. La Strada che Bertola fa tracciare si snodava sullo spartiacque, di fatto una meravigliosa strada di arrocccamento, in appoggio alle opere della Bicocca (che ancor oggi si posson veder). A ulteriore dimostrazione di questa idea posso portare ad esempio un inedito... o almeno penso sia tale. Una meravigliosa strada militare che si snoda in Val di Susa dal Colle del Clopacà alla Costiera dei Quattro Denti, in appoggio ad una spettacolare linea trincerata di oltre una decina di chilometri. Edificata, pensiamo (lo abbiamo scoperto questa estate!) tra il 1708 ed il 1711 consente l'agevole spostamento di truppa, ma assolumente non può supportare i traini dell'artiglieria dell'epoca... ad eccezione dei piccoli pezzi da montagna da 1 o 3 libbre. Le via di comunicazione con il fondovalle rimangono, però, le vecchie mulatiere indigene.

 

 

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