Le Strade dei Cannoni nel dopoguerra

A chi appartengono oggi le strade militari? Un problema attuale, emerso anche al Convegno sulle Strade militari tenuto a Susa nell'ottobre 2004.

In seguito alla distruzione delle fortificazione di confine, le strade militari persero d'importanza ai fini strategici e, fra il 1950 ed il 1952, furono tutte sottoposte al giudizio di essenzialità da parte dell'Amministrazione Militare. Le strade vennero suddivise in tre categorie :

1.Strade militari che si ritieneva opportuno mantenere;

2.Strade militari da conservare, che potevano essere cedute ad Enti civili che ne assicurassero la manutenzione;

3.Strade militari da dismettere e abbandonare.

La strade e mulattiere militari che furono inserite nel gruppo 3 erano la maggior parte e l'Amministrazione Militare consultò l'avvocatura dello Stato per tutelarsi da eventuali responsabilità. Di seguito il testo che l'AM fece pervenire all'avvocato di Stato : <Per disposizione ministeriale, parte delle strade militari di frontiera sono state considerate da abbandonare e pertanto non più soggette ad alcuna manutenzione per cui frequentemente si verificano frane, crolli di muri di sostegno che potrebbero arrecare danni a persone, animali e cose, transitanti sulle strade stesse o sostanti nelle loro prossimità. E' da tenere presente - per quanto riguarda il transito di parte di tali strade - che le stesse sono state costruite sul sedime di preesistenti mulattiere, per cui non é possibile vietarne completamente il transito. Premesso quanto sopra si prega cotesta Avvocatura voler comunicare se in caso di incidente, possa essere chiamata in causa l'Amministrazione militare o meno.>

La risposta dell'Avvocatura distrettuale dello Stato, riassume il destino delle 'strade militari della frontiera occidentale', quelle che i montanari negli anni '30 chiamavano pomposamente le 'strade dell'invasione'. <Le strade militari hanno la funzione precipua di servire alla difesa nazionale; ma hanno anche, sia pure secondariamente, la funzione di servire alla pubblica viabilità: esse sono di regola 'aperte al pubblico transito' e solo eccezionalmente, quando lo richiedono ragioni di difesa militare', possono essere chiuse con provvedimento formale dell'Autorità (articolo 6 Regio Decreto del 15/11/1923 numero 2506). Sembra invece che abbiano cessato di esistere le strade con 'scopo esclusivamente militare'. Per conseguenza il puro e semplice fatto del venir meno dell'interesse militare non rende legittima la soppressione della strada, ma soltanto la perdita della sua qualità di strada militare e quindi la sua radiazione dal relativo elenco. Perché essa possa essere chiusa al traffico e passare dal Demanio al patrimonio occorre l'ulteriore requisito della mancanza dell'interesse pubblico all'uso di essa. Nella situazione prospettata, possono darsi in pratica tre eventualità:

a) La strada, in seguito alle opere costruite dall'Esercito e allo sviluppo urbanistico della zona, ha i requisiti per essere classificata fra le strade comunali ai sensi dell'articolo 16 della legge 20 marzo 1865 sui lavori pubblici. In tal caso, alle radiazioni dall'elenco delle strade militari deve seguire l'iscrizione nell'elenco delle strade comunali e che la polizia e la manutenzione di essa deve passare direttamente dall'Amministrazione Militare a quella Comunale.

b) La strada, pur non potendo rientrare nella categoria delle comunali, é utile ad un gruppo più o meno ristretto di utenti e ha quindi i requisiti per essere classificata fra le strade vicinali. Caratteristica della strada vicinale é di essere oggetto ad un tempo di proprietà privata e di servitù d'uso pubblico; le spese di manutenzione gravano sul gruppo di utenti con l'eventuale concorso del Comune.

c) La strada non presenta più un apprezzabile interesse per il pubblico e può quindi essere senz'altro soppressa. Anche in questo caso si verifica il passaggio dal demanio al patrimonio, ma l'Amministrazione dello Stato potrà disporre del suolo vendendolo ai frontisti o in altro modo.

Nel frattempo occorre tuttavia suggerire all'Amministrazione Militare i provvedimenti provvisori ed urgenti da adottare per prevenire incidenti di qualsiasi tipo che possono avvenire sulle strade in questione. Sembra incontestabile la responsabilità dello Stato e in particolare dell'Amministrazione Militare, per gli eventuali danni che potessero derivare ai privati dalla circolazione su queste strade per effetto di negligenza nella loro conservazione e manutenzione.

Ritiene quest'Avvocatura che, in attesa del provvedimento di sclassificazione, l'Amministrazione Militare dovrebbe interdire alla circolazione i tratti di strada più pericolosi e segnalare con cartelli (collocati ad opportuna distanza alle due estremità e segnalazioni di notte con fanali rossi) i tratti di strada e le opere d'arte interdetti o comunque tali da non consentire il sicuro transito dei veicoli, nonché ordinare le altre speciali cautele che giudicherà opportune segnalandole con cartelli.>

La sentenza scontentò sia l'amministazione militare che quella comunale. I militari non vedevano l'ora di disfarsi delle strade di cui non se ne facevano più nulla ma i comuni non volevano caricarsi sul bilancio il costo di manutezione di strade costose perchè soventemente rovinate dagli agenti atmosferici. Solo le strade che in qualche modo potevano tornare comode alle amministrazioni comunali [ad esempio per fini turisitici] furono prese in carico ufficialmente mentre su tutte le altre si alzò una cortina di nebbia. Il risultato è che ad oggi, stabilire se una strada militare appartiene ancora al demanio militare oppure no è impresa assai ardua. Così come è difficilissimo risalire alla documentazione degli anni '50 che determina l'acquisizione o meno da parte dei vari Comuni.

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